Teocon come sinonio di conservatore, liberale, guerrafondaio e non necessariamente credente è un errore. Trattasi in effetti di neocon (neoconservatore), contrario di relativista e internazionalista.
Sono profondamente convinta che la Chiesa e il Cattolicesimo abbiano colpe marginali in alcune questioni molto dibattute qui (e altrove). Come la procreazione medicalmente assistita e la scarsissima diffusione della partoanlgesia in questo sciagurato paese.
Colpe marginali se paragonate a quelle di una cultura ecologista e di sinistra, irrazionalmente "relativista" e pacifista sempre e comunque. Gli ecocon.
Nel nostro Paese è diffusa in modo non paragonabile con gli altri paesi occidentali l'idea che la ricerca scientifica, e a maggior ragione la tecnologia, sia qualcosa di pericoloso, di cui si debba diffidare, perchè serve oscuri interessi e tende a fini immorali.
Il libro di Claudia Mancina (membro del Comitato Nazionale di Bioetica) l'ho letto più di un anno fa ma fortunatamente, a salvare alcuni passi dall'oblio del tempo, ci sono le mie sottolineature e note a margine.
Non vi ricorda nulla questa paranoia antitecnologica? Antiscientifica?
Certe campagne per l'allattamento al seno - per esempio - portata avanti da un'armata brancaleone di Associazioni femminili e femministe, Consulenti più o meno esperte di allattamento materno, pediatri e pedagoghi.
Quelle campagne che iniziano sempre con le evidenze scientifiche (la Nuova Bibbia dei ginecon e delle ecomum) e terminano con la teoria del complotto mondiale delle multinazionali del latte artificiale; una spectre organizzatisisma che mirerebbe a prosciugare il seno di tutte le puerpere del mondo, a far ammalare i nuovi nati (i pupi venuti su a latte artificiale si amalerebbero - il condizionale è d'obbligo- di più, sarebbero meno intelligenti e più obesi [il ciccione stupido, un classico!] dei loro coetanei in fasce [portabebè, ovvio]).
O certe esternazioni di certi (e accreditati e stimatissimi) ginecologi. Il mitico Frédérick Leboyer, il papà dei parti senza violenza che ogni giorno randella con i suoi libelli le mamme che chiedono una peridurale o finiscono in cesareo.
Con l'anestesia epidurale la donna HA (avere) un bambino.
Quando invece partorisce in modo naturale E' (essere) madre e donna
F. Leboyer, l'arte di partorire, 2008
L'essere come valore sommo, l'avere un gradino sotto. Su questa svalutazione di certi verbi e loro declinazioni al participio passato ci aiuta la nostra Mancina quando riflette su embrioni e procreazioni medicalmente assistite:
Ma, si dice, nella procreazione assistita il figlio - una volta nato, e quindi persona - diventa un prodotto. Viene fatto anzichè generato (da qui il mio riferimento all'avere/essere del ginecologo francese). E con ciò perderebbe la sua dignità umana.
Fare un figlio "in provetta", partorire senza dolore, manomettere i meccanismi perfettetti di Madre Natura con le manine incerte di noi umani, non può che togliere la magia del miracolo, la poesia della nascita. E senza magia e poesia l'umanità muore di cinismo, violenza, guerre. Parola di Leboyer e Odent. E non solo loro purtroppo
C'è qui una svalutazione del significato umano della tecnica e dell'antropologia del fare, che dovrebbe essere argomentata e non data per scontata. Il fare è forse la cifra principale della natura umana, più ancora della razionalità. Non siamo pastori dell'essere, ma tecnici, scienziati, artigiani. Esiste una lunga tradizione filosofica che ha visto nel fare non solo valori etici ma anche valori epistemiologici.
Ma forse è ancora più significativo il più umile linguaggio feminile, che ha sempre detto "fare un figlio" (...).
Fare? Non fare!
Rispettare i tempi del travaglio/parto. Assitere la gravida guardando e incoraggiando. Ma guai ad alzare un solo dito. Figuriamoci un catetere per la peridurale.
Non Fare! Questa pare sia la parola d'ordine di alcuni neoped (iatri o agoghi) che vedono nella "comunicazione non violenta" e nell'asseocondare presunti "bisogni fisiologici" dei bambini, la chiave per una corretta (e felice) crescita della prole.
Non fare nulla, assecondare, capire, parlare con un neonato o un treenne e spiegare (a gesti per il neonato, con parole semplici per i più grandicelli) che il forno non va toccato perchè scotta, che la coda del gatto non è una corda, che le finestre non sono rampe di lancio. Tira ancora la coda, tocca il forno, si getta dalla finestra? Riacciuffare il pupo e rispiegare con pazienza perchè non va fatto. E così via fino allo sfinimento (vostro).
I bambini non si toccano, men che mai se la sculacciata ha uno scopo "pedagogico". I bambini hanno una loro fisiologia, etica, psicologia, forse una morale. Va copresa (dai genitori), assecondata e a limite guidata.
Non si fa assolutamente nulla. Al massimo come vogliono i pupi.
Se non la pensate così rischiate una montagna di commenti da parte di eco-genitori e presunti esperti di genitorialità naturale e non violenta. Che stranamente dismettono le lane degli agnelli per affilare le zanne da lupo.
Così se osate scrivere - come ha fatto la giovane Chiara - che una sculacciata ogni tanto, al pupo anarchico, ci può anche stare, beh rischiate gli avvertimenti mafiosi di qualche anonima commentatrice:
So che non pubblicherete questo post ma mi interessa solo che lo leggiate... ho fatto lo screenshot di questo post e dei commenti e lo girerò all'Ordine degli Psicologi della Lombardia. Niente di personale ma questa è istigazione alla violenza anche se certo non intenzionale. Deontologia professionale..
Non fare! E se dite "Si fa come dico io" - come ha osato il pediatra Roberto Albani - spuntano questi branchi di lupe (mamme e/o esperte... solitamente di psicologia) pronte ad azzannare:
Ringrazio il dottore per essersi firmato con nome e cognome: così so chi evitare. La sua ignoranza in merito alla fisiologia del sonno dei bambini (e chissà cos'altro, a questo punto, non mi fiderei mai) non ha scusanti. Il fatto che organizzi corsi - i genitori hanno bisogno di... corsi per essere genitori? Sono perplessa - e scriva libri in cui promulga queste idee mi lascia attonita.
Per queste e tante altre ragioni ce l'ho a morte con i "movimenti naturalisti" che hanno degìciso di gravitare attorno a nascita e maternità.
Perchè sono come i tarli nel legno. Divorano la polpa dall'interno e quando il buco è grosso è già troppo tardi. Ci ritroviamo con le chiappe a terra e un monticello di segatura come sgabello.
I cattolici, i musulmani, i valdesi, gli ebrei, i greco ortodossi, insomma tutti i credenti che affollano le chiese/sinagoghe/moschee d'Italia sono riconoscibili. E non è detto che siano sempre praticanti devoti, che seguano l'ortodossia della loro fede.
Ma i naturalisti. I naturalisti! Questi son sempre in borghese. Il più delle volte vestono i panni dei laici, ecologisti, pacifisti e - perdonate, da donna di sinistra mi duole dirlo - riformisti di sinistra.
Evidentemente mestruazioni e bisognini dei bebè stanno mettendo in ginocchio l'intero pianeta.Per evitare di morire annegati in un mare di Pampers e Lines Seta (con o senza ali) usati (blah che chifo!), il mio lungimirante Comune, probabilmente ispirato dall'Associazione Nascere Meglio, ha deciso di promuovere e consigliare l'utilizzo di pannolini lavabili e coppette mestruali (per amor di cronaca le muse ispiratrici sono anche la ULSS 12 Veneziana, Villa Salus, l'ACP - Associazione Culturale Pediatri, l'AIED, VERITAS).
Se il tuo bambino potesse parlare.... ti chiederebbe i pannolini lavabili (quelli biodegradabili sono troppo comodi evidentemente, o il tuo bambino è proprio una carogna)!
Il depliant tascabile a sei antine si apre così, con un bebè che parla e ti chiede di lavare una montagna di ciripà in tessuto.
Niente paura!
La gestione dei pannolini lavabili, con un po' di buona volontà, può diventare più semplice di quanto pensi!
Seguono suggerimenti per il lavaggio:
Dotarsi di un numero di pannolini sufficiente (15-20 pezzi)
Lavare i pannolini con il resto del bucato...
Beh no, non è così semplice. Mica potete ficcare nel cestello della lavatrice pannolino e cacca di bebè. Prima occorre:
Conservare i pannolini sporchi in un contenitore chiuso in ammollo con bicarbonato di sodio per neutralizzare gli odori.
Evitare assolutamente l'uso di ammorbidenti e preferire detersivi ecologici.
Mamme! da ora in poi solo jeans duri come il cartone e camicie inamidate già in partenza.
Ma soprattutto:
Preferisci, quando possibile, un'asciugatura naturale ed usare l'asciugatrice solo a basse temperature.
Un neonato fa fuori una media di 6 pannolini al giorno. Per evitare di inondare il Comune di Venezia di acqua e detersivo ecologico proveniente dalle vostri scarichi di neo-genitori, calcolo una lavatrice ogni due giorni.
E se è inverno, e se abitate tra Venezia e Quarto d'Altino, e c'è la nebbia, e fuori piove, e magari non avete l'asciugatrice (è il mio caso), non vi resta che tapezzare la casa di ciripà bombi sperando che si asciugino meno naturalmente ma abbastanza velocemente. Perchè domani ce ne saranno altri sei che chiederanno di essere stesi.
E infatti c'è una parziale ammissione. Il pannolino lavabile non deve essere un granchè se il Signor Cmoune di Venezia esorta a Non rinunciare dopo le prime prove. Quando avrai perfezionato la tua organizzazione personale, non tornerai più indietro!
Sulla coppetta mestruale ci si sbrodola di meno. Forse un certo falso pudore ha impedito al Signor Comune di stampare disegnini di donne che introducono cosi al silicone nelle loro parti più sacre.
Comunque, anche tu - mamma - puoi cambiare in meglio!
Scegli la coppetta mestruale: ci guadagnerai in comodità, libertà e salute!
Proteggi te stessa e l'ambiente, ed inoltre risparmi. Perchè non provare?
Già perchè? Che sarà mai girare con un tappo rovescio dentro l'utero e svuotarlo ogni tanto. Magari quando sei fuori. Al bagno della stazione, del mio studio, dell'aereoporto, della Pasticceria da Bido. Tutti bagni progettati dallo stesso architetto: tazza in un locale, lavandino per lavarsi mani (e coppetta) in un altro.
Già mi vedo. Vado a svuotare l'affare. Lo estraggo, con gli slip al ginocchio, la mano sporca di sangue, esco e prego che non arrivi qualche mio collega. Svuoto l'affare, lo lavo, ritorno nel bagno.
Se non avete lasciato una scia di sangue è perchè vi siete rivestite. E, o avete momentaneamente sostituito la coppetta con un gomitolo di cartigienica, o vi siete macchiate la biancheria.
Ma forse sono in malafede. Forse è tutto più semplice. Basta chiamare lo 04172746092-6096 - Direzione Ambiente, e son certa che mi spiegheranno come non riempire la casa di bacinelle di acqua, bicarbonato e cacca di neonato. E come svuotare il coso al silicone a lavoro. Ma soprattutto come impiegare poco tempo e poca fatica, almeno per chi come me fa la mamma a tempo pieno e la lavoratrice a tempo uguale al pieno.
L'artificialità, l'introduzione di una tecnica, qualunque essa sia, viene considerata turbativa della sacralità dei processi naturali della generazione. Un argomento che ha un forte impatto sul senso comune, stimolandone il misoneismo e l'antiscientismo, ma che è poco convincente.
Ricordiamo Mill che, nei "Saggi sulla Ragione", definisce "irrazionale e imorale" l'idea che l'uomo debba seguire la natura come criterio delle sue azioni (per l'evidente ragione che in natura avvengono cose che all'uomo non sarebbero permesse né dalla legge civile né da quella di Dio: omicidi, prevaricazioni, morti inutili e ingiuste, sfruttamento del debole, scatenamento degli egoismi).
Ancora Claudia Mancina.
E speriamo che quest'amore per la Natura produca finalmente qualcosa di diverso dal chiedere a una donna di lavare pannolini per anni (il 30% dei pupi utilizza il pannolino oltre il terzo anno d'età), che tanto lo sappiamo che siamo sempre noi a fare il bucato a mano.
Che produca ricerca, innovazione. Che invece di ridurre la tariffa dei rifiuti per le famiglie che utilizzano pannolini lavabili (ma attenzione, mica alle donne che fanno uso di coppette mestruali neh!) il Signor Comune di Venezia promuova qualche fondazione, qualche società scientifica, qualche terribile multinazionale dell'assorbente, perchè nasca una nuova generazione di pannolini - per bambino, donna fertile, vecchio incontinente in pensione - biodegradabili. E soprattutto usa e getta.





Comunque, giusto per precisare, c'è differenza fra biodegradabile ed eco-sostenibile.
RispondiEliminaHo seguito il flame su FB in diretta, devo dire che rimango abbastanza allucinata di fronte a questa modalità di relazionarsi della Dr.ssa Psicologa Alessandra Bortolotti.
RispondiEliminaMaia so che i odierai :)
RispondiEliminaNon c'è accenno al femminismo anni 80 ecologista... ma per come la sto vivendo io... le femministe sono animali in estinzione o comunque poco attraenti per la "massa".
E' la maternità e genitorialità secondo natura che miete vittime :)
Vedi caso Comune Venezia, la messa in pratica di un modello (secondo me).
Non ho potuto scrivere un sacco di cose... il post sarebbe diventato veramente lungo.... Ma diciamolo... Se una esce con l'implume e i pannolini lavabili... quando l'implume FA (la cacca, la pipì) poi le tocca girare con il cadavere aleodorante...
Diciamolo. Gli usa e getta hanno cambiato la vita delel donne (come la lavatrice) e il coune di venezia ci sta chiedendo di tornare alla fonte!
Simona grazie per la precisazione. Da oggi in poi niente confusione tra biodegradabile ed eco-sostenibile :) Come neocone teocon :)
se te ne vai a spasso per le dolomiti, qualsiasi rifiuto produci qualsiasi natura abbia te lo porti dietro impacchettato.
Eliminaqualsiasi.
compresi assorbenti e pannolini e salviette etc. etc.
una congiura?!?
ChiaraV
Ma la mia città non sono le dolomiti. Pullula di cestini della monnezza che non posso usare perchè devo riportare a casa i panni sporchi.
EliminaE non solo li devo conservare (pieni di pipì, cacca, mestruazioni), ma dopo li devo pure pretrattare e lavare in lavatrice.
Mentre prima potevo:
girare per la città senza fare finta di essere sul picco delle montagne.
b) buttare i panni sporchio senza perdere tempo e fatica a lavarli (non mi dite che li buttate in lavatrice con la popò tutta azzeccata!).
Tenendo conto che:
a) le mestruazioni le hanno solo le donne.
b) statisticaente fuori per strada, con il bebè piccino, sono più le mamme che non i papà....
Ne deduco che la grande rottura di scatolole di portare tutto a casa e pulire - sarà della mamma e non del papà.
Almeno la differenziata non ha questi "PALETTI DI GENERE".
se la concepissi come le dolomiti, ci sarebbe meno bisogno di tasse sui rifiuti, tuo e di altri.
Eliminase io il mio pattume - quale che sia - me lo riporto a casa e me lo smaltisco correttamente (e il posto delle feci - di tutte: cane gatto bimbi uomini e donne - è il gabinetto, non vedo perchè non usarlo per questo ancorchè poco nobile scopo) 1) non mi sento scema o "estremista", ho fatto una scelta 2) mio marito la condivide, l'ho sposato anche per questo, e siamo pari nella gestione 3) chiedo e pretendo quantomeno dalla mia amministrazione un trattamento diverso, economico o almeno ad esso paragonabile
e "buttare i panni sporchi senza perdere tempo e fatica a lavarli" significa che ad ogni incidentale pisciatina del tuo bimbo nel letto butti lenzuola e federe? se si fa la cacca addosso butti le mutande? se un assorbente per caso non ti tiene butti slip e magari calze e jeans? o che se ti si infangano i calzettoni li butti in lavatrice muniti di argilla? se la tovaglia riporta avanzi di sughi e pappe incrostate non pretratti prima di lavare?
infine: gli usa e getta sono stati una fantastica liberazione per le donne perchè qualche "genio" negli anni '70/'80 sosteneva che lavare i ciripà nella lavatrice la "rovinasse" (mi è stato riferito oltre che da mia suocera anche da diverse altre laureate e professioniste di pari età).
ChiaraV
Chira V,
Eliminail giochetto con me non attacca.
Perdona ma mia madre che ha vissuto l'epoca dei rettangoli di stoffa e poi quelli degli usa e getta ha salutato la genialata come una liberazione.
La stoffa si impregna subito, da un senso di bagnato che l'usa e getta ti risparmia. La vita di mia madre e di molte donne è cambiata.
Lo stesso dicasi per i ciripà. Appena usciti mia nonna disse "Ah se ci foissero stati ai miei tempi".
Temo non ti sia ben chiara la gran rottura di maroni.
Che rovinasse o meno la lavatrice resta il fatto incontrovertibile che il mondo intero ha abbandonato rettangoli e mutande con lo spillone.
Sulle Dolomiti. Guarda che io amo la mia città, le montagne e il mare. Raccolgo il pattume e lo smaltisco al primo bidone disponibile. Se non lo trovo me lo porto fino a casa. Ma solitamente non puzza. E un neonato è capace di produrre popò liquide e inzaccheranti e puzzolenti fino allo svenimento.
Se stai fuori una giornata intera ti tocca girare con tre o quattro cosi di stoffa carichi di ogni ben di dio.
Personalmente la trovo un'involuzione. Preferisco puntare all'usa e getta biodegradabile. Ma de gustibus non si discutibus :)
Ultima osservazione. La qui scrivente vi batte tutte a ecologia. Non ho la patente, non ho la macchina. Mi muovo in bici o con i mezzi pubblici.
Ho uno stile di vita slow e morigerato. Non obbligo nessuno a seguire il mio esempio. Perchè non è un esempio.
Ma ogni volta che voi automuniti vi mettete alla guida producete una montagna di schifezze che poi io e mio figlio ci dobbiamo respirare. Che dovrei fare? Chiedere al comune un rimborso per tutte le emissioni zero che produco io?
Ultimo punto. Le croste di sugo di pomodoro se permetti non sono equiparabili alla cacca o uno sbaffo di assorbente a ujn concentrato di sangue mestruale.
Sì cara, io butto tutto in lavatrice senza pretrattare. Incluse le mutandine di mio figlio con tracce di ricordini. Ma il quantitativo è nettamente inferiore a quello che porta un pannolino.
Inutile difendere l'indifendibile. I pannolini e gli assorbenti lavabili richiedono una manutenzione che gli usa e getta non hanno.
Paul Connett è un simpatico - e agguerritissimo - signore statunitense. Si occupa di smaltimento di rifiuti e sostiene che quando un prodotto non è "smaltibile" è mal progettato. Il che mi sembra un approccio molto pragmatico. La eco maternità - ultima frontiera di una certa sinistra in preda alle convulsioni - scarica sulla coppia e sulle donne in particolare uno stile di vita - forse più ecologico - ma incompatibile con la vita. Non con la vita come è organizzata ora ma con la vita tout court. Uno è libero - sia mai - di dedicare gli anni migliori della sua vita a pulire pannolini ecologici. Preferirei una multinazionale che producesse pannolini - per adulti e bambini - usa e getta e biodegradabili.
RispondiEliminabarbara
Questo post andrebbe stampato su pergamena formato A2 ed incorniciato, evidenziando in bold la parte sulle coppette di silicone!
RispondiEliminaSara D.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaChe piaga le ecomamme! il pastrocchio sempre-e-solo-naturale /segui-il-tuo-istinto- scienza= male/, ma OMS=Vangelo (ma solo per il latte artificiale eh, ché i vaccini fanno malissimo) la è la cosa che mi dà da più fastidio.
RispondiEliminaAnzi no, la cosa che mi dà da più fastidio è che le mamme ecocon si sentono in grado di dare dell'ignorante a qualsiasi specialista (anni di studio, specializzazioni, master, pratica) reo di dare altri suggerimenti, perché hanno imparato la parola
"fisiologia".
Anzi no, la cosa più fastidiosa di tutte è la chiamata alle armi per distruggere virtualmente chi osa non pensarla come loro: quell'assalto al blog di Chiara è stato disgustoso. Tanta comprensione per i propri piccoli, tanto poca per il resto del mondo?
E' curioso matrioska... le ecomamme osannano l'OS quando si parla di allattamento e parto. Ma poi sui vaccini (molte credono che dietro la vaccinazione ci sia la BigPharma sempre pronta a spacciare) si dimenticano che proprio lei, l'OMS, è quella dell'aviaria, della sars, dei vaccini inutili, costosi e rimasti invenduti (ma pagati profumatamente dai governi di mezzo mondo).
RispondiElimina@ Barbara,
più continuo a marciare su questo binario e più mi sento male. Alle prossime elezioni il voto sarà veramente un problema per me :)
La sinistra italiana si è copletamente persa...
@ Sara D. grazie. In realtà su questo argomento si pèotrebeb scrivere un saggio. Un post è veramente poco.
'
Una lettura davvero divertente, che mi ha fatto intensamente pensare, invece che agli ecologisti al "Malthusianesimo", tornato in auge con il "Neo-malthusianesimo". Non è un caso se Marx criticò le teorie dell’economista Thomas Malthus sul boom demografico come 'sciocchezze', mentre si pensa che Darwin vi abbia trovato addirittura la propria idea della selezione naturale.
RispondiEliminaVito
Di questo passo dirai che fare la raccolta differenziata e' male: tutto questo tempo per differenziare il rifiuto e' sottratto alle nostre vite e alle nostre carriere.
RispondiEliminaDi comuni che incentivano i pannolini lavabili ce ne saranno ormai un centinaio in tutta Italia, di destra, sinistra, sopra e sotto. Semplicemente, risparmiano in costi di gestione del rifiuto indifferenziato. Tutto qui.
Nene
carissima nene,
RispondiEliminanoto che non è stato compreso il senso.
Perchè, rispondi please, non si incentivano i pannoloni lavabili per i vecchi incontinenti? Solo bebè e donne mestruate inquinano?
Si chiama, a casa mia, discriminazione.
Perchè io devo rischiare INFEZIONI VAGINALI (la coppetta non è il massimo dell'igiene oltre che essere scomoda) per il problema smaltimento rifiuti?
E perchè le tasse sui rifiuti verrebebro ridotte solo alle faiglie che fanno uso di ciripà e non a tutte le donne che utilizzano la coppetta mestruale?
E come diavolo faranno a sapere se io continuo a comprare gli usa-e-getta? Si nascondono nel cassonetto del secco e scannerizzano la ia sacca di rifiuti?
Se per te tutto questo è normale... allora l'Italia si merita il suo 4 donne su 10 abbandonano il lavoro per stare dietro ai figli.
Per me non è normale e in noe del bene del pianeta chiedo alle case produttrici di pannolini e affini di scervellarsi per farne uno biodegradabile. Hanno fatto i sacchetti.... tanto complicfato fare pannolini?
Perché no i pannoloni lavabili agli anziani (hai ragione, questi sì che saranno sempre più un problema nel futuro)? E' semplice: la gente ha troppo schifo, non li userebbe. Coi bambini è diverso.
RispondiEliminaLa coppetta mestruale poco igienica e scomoda: in realtà chi la usa pare che abbia opinioni diverse.
Perché non inventano i pannolini biodegradabili? Ci sono eccome, made in Italy peraltro, si chiamano "NATURA E'". Il problema è che costano, un po' più dei normali usa e getta, e poi sono fatti coi polimeri del Mais, come i sacchetti, e tutto questo mais x scopi non alimentari dove lo andremo a coltivare?
Ma perché i pannolini dei bambini devono essere "affare da mamma"? Conosco tanti papà che cambiano pannolini, lavabili e non.
nene
Gekina, il mio commento vuole solo provare a suggerire di non vedere "nemici dappertutto".
RispondiEliminaCi sono tante persone che si tengono un orto. L'orto può essere una vera schiavitù: necessita di cure continue -zappa semina annaffia togli erbaccia lumache afidi cimici- se lo molli per un po' di tempo poi magari non raccogli. Perché allora autoinfliggersi questa punizione? E' così comodo comprare la verdura al supermercato!
Quindi gli orticoltori sono anch'essi vittime dell'eco-congiura di sinistra che vuole sacrificare progresso civiltà e quant'altro in nome di Madre Natura?
Ah no, già, loro sono per lo più uomini e pensionati, l'eco-congiura ce l'ha solo con le donne lavoratrici.
Schierarsi contro tutto ciò che è "eco" per partito preso, perché qualche ecomamma-invasata ci ha dato fastidio, e vedere dappertutto dei tentativi di sottomissione della donna, come mi sembra di vedere qui e in altre sedi, è un percorso che mi lascia perplessa.
Le battaglie che qui si stanno combattendo sono importanti, ma ce ne sono anche altre di importanti.
I nuovi stili di vita che qui si cerca di individuare e proporre si devono per forza basare su un grande RISPETTO della persona. E quindi rispetto per la società civile, incluso l'ambiente che questa occupa.
La mia opinione è che le cose devono essere portate avanti insieme, non messe in contrapposizione.
Non basta esclamare "per migliorare le cose, che le industrie inventino il prodotto XY!", bisogna anche dichiarare "cosa sono disposto a fare IO per migliorare le cose".
nene
@ Nene
RispondiEliminaSì, ma nessun comune, credo, stampa libelli per invitare i pensionati a seguire le orme di Cincinnato.
Chi decide di coltivare un orticello, indipendentemente dal sesso e dall'età, in genere lo considera una specie di hobby, al di là del vantaggio di poter mangiare verdure davvero fresche e sicure.
Invece alcuni propugnatori del bioeconaturale si ergono a unici e soli paladini di Gaia e trattano chiunque non si adegui ai loro dettami alla stregua di ecoterroristi, magari solo perché usano i panolini usa e getta o il balsamo per capelli contenente silicone...
L'impegno personale è sostanziale per la salvaguardia dell'ambiente, ma non può essere un'imposizione. Non tutti hanno la stessa sensibilità ai temi ambientali, la stessa motivazione eccetera. E' quindi importante l'innovazione tecnologica, affinché nascano prodotti in grado di salvaguardare sia l'ambiente sia la qualità di vita dei cittadini. Non ho letto i libelli in questione, ma in genere quello che a me dà fastidio in questi casi è la mancanza dim senso critico e di informazioni complete e imparziali. Mi pare evidente che se devo sciacquare i pannolini per togliere le feci, pretrattarli mettendoli a bagno con il bicarbonato prima di lavarli e poi lasciarli asciugare all'aria, beh, la cosa richiede un notevole dispendio di tempo, spazio e lavoro... mi sembrerebbe perciò onesto scrivere qualcosa del tipo "è un gran mazzo, ma l'ambiente ti ringrazierà", anzichè far passare il messaggio che sia solo una questione di buona organizzazione peronale.
In ogni caso, a meno, forse, di non lavarli al ruscello con la cenere, i pannolini a impatto zero non esistono.
ecco cvedi nene, io me la prendo sì.
RispondiEliminaSe la risposta è: non ci sono lavabili per incontinenti perchè la loro popò fa schifo....
ASllora mi dai ragione!
Il comune di Venezia fa finta di fare qualcosa per l'ambiente facendo pressione SU ALCUNE CATEGORIE di persone (donne, bebè) perchè le altre sarebbero "culturalmente" più ostiche. Se a te sembra democratico...
Costano di più gli usa e getta? Con tutti i soldi che il Comune di Venezia andrebbe risparmiando... potrebbe pagare una % no? Le tasse sui rifiuti restano uguali ma rimborsa un tot. Perchè+ no? NOn si riempiono le case di bacinelle, non si impazzisce... in fin dei conti i pannolini usa e getta quando sono usciti in Italia... hanno liberato la vita di molte donne.
Perchè penso che a lavare i pannolini saranno solo le mamme e pochi i papà? Lo dice l'Istat, lo dice la cultura di questo paese.
Il fatto che tu conosca uomini che mettono le mani nella bacinella di acqua e bicarbonato non vuol dire nulla. Stai parlando con una donna che è stata cresciuta da un amorevole padre che faceva molto di più che cambiarmi i pannolini... dunque...
Nemici? No vedi non sono le ecoae o gli ecopapà il neico.
Il Coune di Venezia utilizza un trend per inebetire la gente. Non ci sono soldi? Lo saltiento è un problea?
Spendono ilioni di euro per fare i cassonetti del secco con la chiave agnetica. Un giorno su due la chiave non funziona.... risultatoi?
La gente butta il secco nella campana della plastica, della carta, dell'umido. Così la differenziata è andata a farsi benedire.
Però poi pensano questa trovata per mestruate e bebè. Se a te tutto questo pare normale...
Per inciso... se il vecchio "fa schifo" allora forse ci spieghiamo come mai tante mammine e paparini (anche ad alto contatto) abbandonano gli anziani genitori, incontinenti, parkinsoniani e rincoglioniti, nelle manine amorevoli di badanti dell'est. Che evidentemente non schifano così tanto la popò di queste persone.
RispondiEliminaPer chi non si può permettere una badante c'è l'ospedale, la solitudine totale....
Poi non stupiamoci se il vecchietto o la vecchietta lasciano l'eredità alla badante che, molletta al naso, pulisce le terga di questi incontinenti che sporcano pannoloni.
Ovviamente i famigli "assenti" ricorrereanno ai legali per dire che la marpiona ucraina s'è fatta intestare tutto con abili mossette di fianchi.
Queste storie sono all'ordine del giorno proprio perchè a qualcuno la cacca dei genitori (gli stessi che si sono spezzati le reni per crescerti) oggi fa schifo....
Gekina, ti prego: comprati una tastiera nuova :))
RispondiEliminaRiguardo l’ambiente :
RispondiEliminaPopolazione italiana 61.000.000 di abitanti. Indiana 1 miliardo e 200.000 000 di individui. L’impatto ambientale della popolazione incide 20 volte tanto rispetto alla nostra se l’indiano avesse lo stesso stile di vita. Sinceramente l’importante penso sia l’acquisizione di una coscienza ecologica da parte di tutti i TERRESTRI. Se il comune di Venezia è maschilista, le donne veneziane possono tranquillamente continuare a comportarsi come sempre; l’importante è che non ci siano imposizioni, che comunque dovranno arrivare prima o poi perché la speranza è che il nostro stile di vita (parlo di quello che ci regala benessere non effimero) possa essere presto proprio anche dei paesi poveri: ovvio pensare alla risorsa acqua, energia, materie prime per la sopravvivenza etc.
Riguardo a naturale, ecologia = ideologia sbagliata, se prosegue il trend ‘non si cambia perché’
Not In My Back Yard, "Non nel mio cortile", ‘no perchè questo è maschilista’, no perchè richiede troppo impegno, no perchè oi occidentali avete inquinato per anni ed adesso chiedete sacrifici a noi orientali etc … presto non ci sarà più un “naturale” da difendere. Sono un ivasato naturalista?
Vito
Per una volta non sono pienamente d'accordo con te. Anch'io non sopporto le ecomamme fanatiche, ma non credo che tutto quello che sponsorizzano sia da ripudiare in blocco, fosse anche solo per la famosa storia dell'orologio fermo che due volte al giorno segna l'ora esatta.
RispondiEliminaPer esempio, la questione della violenza "educativa". L'educazione è il mio campo, e ti assicuro che non è una fola da fricchettoni pazzi tipo i genitori di ned flanders (non so se guardi i Simpson ;)). Sculacciare un bambino, o peggio schiaffeggiarlo, non funziona, serve solo a creare frustrazione e ad insegnare la violenza come strumento comunicativo. Poi si arriva al paradosso quando si molla un ceffone dicendo "non picchiare la sorellina!"
Certo non sono d'accordo nemmeno con i metodi servili di alcuni genitori, anche perché quei piccoli tiranni me li becco io, lavorando a scuola.
Quello che funziona, con i bambini, sono l'esempio e l'autorevolezza, che non è autoritarismo, ma può anche imporre un divieto senza spiegarlo, se l'età del bambino non gli permette di capire (e qui concordo in pieno con te).
Altro esempio: mentre i pannolini lavabili non sono poi molto più ecologici, e comportano un enorme sbattimento in più (provati), le coppette mestruali funzionano piuttosto bene. Io la uso da anni, e mi ha fatto uscire dal giro delle irritazioni da assorbente ;) In più, si disinfettano per bollitura (in recipiente dedicato, eh!) e non sono nemmeno tanto terribili da cambiare in giro. Poi dipende, per esempio per me vale la pena di girare con una bottiglietta d'acqua per sciacquare l'arnese, se in cambio non ho più problemi di candide e altre menate da assorbente, magari una si trova bene con gli interni e le sembra assurdo.
@ Vito,
RispondiEliminanon penso che il mio Comune sia maschilista, credo soltanto si sia fatto sedurre da un adagio che ultimamente è diventato musica di sottofondo per tutti. Maternità=ecologia.
In termini politici... il comune di Venezia è un po' sciocco, spaccia per politica ambientale una strategia di pura propaganda (un po' come la social card) a costi praticamente nulli e risultati pressochè uguali.
Legegre poi sciocchezze come quella di nene (si promuovono i pannolini lavabili e non i pannoloni perchè la popò di bebè fa meno schifo) è veramente deprimente.
La popò di chi mi ha generata, cresciuta, amata, sarà santa come quella del mio bambino. O no?
Il comune vuole prendere due piccioni con una fava? Promuova i pannoloni (lavabili) per incontinenti di primo e terzo pelo. Sensibilizzerà la popolazione non solo su tematiche ambientali... ma pure su un'altra piaga da terzo millennio: l'abbandono e l'incuria di tanti amorevoli neogenitori per i genitori che li hanno cresciuti.
Detto questo, se l'unica soluzione x evitare la fine del pianeta è spendere più tempo per lavare ciripà io i preoccupo e non poco.
Perchè a lavare ciripà saranno in maggioranza donne e non uomini. Ma questa non è certo colpa del Comune di Venezia.
@ Maia,
RispondiEliminaho un portatile :)
@ Ada,
diciamo la stessa cosa. Il fatto però che i miei assorbenti e le mie mestruazioni diventino argomento di politiche comunali lo trovo un pelo irritante. Perchè non ci sono solo i miei assorbenti, i pannolini di mio figlio. Ma, coe ribadito, i pannoloni per incontinenti (i "famosi" tena lady :)).
Sono felice che per te che la coppetta ti risulti comoda. Io sinceramente preferisco uscire con dei microassorbenti esterni e non vivere l'incubo di dovermi cercare il bagno giusto.
Le mestruazioni sono una grandissima seccatura e non ho nessuna intenzione di renderle ancor più seccanti :)
sull'educazione... molto dipende dai genitori, dai figli, dal contorno. Non esiste un meytodo. Personalmente sono contraria agli sculaccioni ma posso capire che in certi casi possano scappare. Spero di non sconvolgere nessuno.
RispondiEliminaConcordo, ognuna deve trovare il suo metodo per rendere le mestruazioni più tollerabili :)
RispondiEliminaIo ora sto ancora aspettando il capoparto e ne sono felicissima :D
Dopo il “raid” delle fan della Bortolotti nel blog di Chiara, sono stata colpita di trovare due articoli da due fonti molto diverse ma che originano sempre da due psicologhe: Magda Maddalena Marconi psicoterapeuta e autrice di “Dire la verità ai figli”, l’altra Diane Drory, belga, psicoterapeuta e autrice di “ « Au secours! Je manque de manque! ».
RispondiEliminaEntrambe sostengono di aver visto in questi ultimi 15-20 anni un aumento esponenziale di malesseri esistenziali in adolescenti e giovani, che lamentano ansia, senso di vuoto e addirittura desideri suicidi.
Loro attribuiscono questo malessere, invece che ad un’educazione “a basso contatto”, al recente cambio di atteggiamento dei genitori, che soddisfano o cercano di soddisfare immediatamente ogni bisogno del figlio e non gli permettono più di provare – e quindi imparare a tollerare – nessuna frustrazione.
Il concetto di “insegnare a tollerare la frustrazione” secondo me è interessante e si presta a molti fraintendimenti, si rischia cioè di confondere la severità con il maltrattamento. Certo la pubblicazione del libercolo di Estivill non ha aiutato, ha un modo di descrivere il bambino che ho trovato decisamente molto irritante. Devo dire però che non mi convice del tutto la corrente di pensiero opposta cosiddetta dell’alto contatto, nella sua tendenza a prolungare nel tempo il trattamento da neonati.
Addirittura la Marconi propone un “decalogo” di trappole da evitare per il genitore. A mio avviso sono consigli banalissimi e di buon senso, ma il fatto di proporlo significa evidentemente che è una dimensione che si è persa:
1) è sbagliato accontentare il figlio con tutto ciò che vuole - e magari subito - perché non debba subire ciò che avete sofferto voi da piccoli: crescerà convinto che tutti debbano accontentarlo 2) è sbagliato non sgridare mai il figlio per non turbarlo, impara che può commettere anche gravi mancanze 3)è sbagliato mettere in ordine le sue cose per fare prima, impara che non è responsabile 4) è sbagliato risolvere i problemi del figlio al posto suo, lo farà sentire incapace e inadeguato 5) è sbagliato lasciargli fare tutto ciò che vuole, anche cose che si sanno pericolose, solo per non vederlo frustrato, crescerà senza il senso del limite 6) è sbagliato ridere se un bambino usa un linguaggio volgare o offensivo, il bambino imparerà che usare un linguaggio forte renda simpatici e più forti 7) è sbagliato dire al figlio che se non riesce in qualcosa è meglio lasciare perdere, imparerà ad arrendersi al primo tentativo 8) è sbagliato girare nudi per casa davanti al figlio, perché non imparerà a rispettare l’intimità altrui 9) è importante insegnare al figlio ad esprimere le proprie emozioni 10) è importante fornire al figlio gli strumenti per la sua formazione, perché ha bisogno di un indirizzo
Grazie Calenda Maia, molto interessanti questi consigli
RispondiEliminaGekina, il tuo post trasuda di pregiudizi!
RispondiEliminaDici (ogni tanto) cose sensate, ma da dove deriva l'assunto che l' "ecogenitore" (perchè parli solo di mamme? i papà dove stanno?) abbandona l'anziano genitore con la badante? E che l' "ecogenitore" è quello che automaticamente tira su dei baby tiranni? Certo che esistono bambini-tiranni, ma mica sono tutti figli di ecogenitori fricchettoni "peace and love"...
Per la cronaca: i pannolini lavabili per adulti esistono.
I pannolini lavabili per bambini non richiedono chissà quale impegno. Te lo dice una mamma di due figli, lavoratrice, che non ha nonne o colf a disposizione. Uso sia i lavabili sia gli usa e getta. Non esiste solo il bianco e il nero, c'è anche il grigio. Hai mai provato a usarli o parli per sentito dire? Non sarai certo come quelli che commentano un libro solo avendone letto i risvolti della copertina, vero?
Guarda che il pregiduzio è una brutta bestia, dovresti saperlo. La partoanalgesia non è una grande vittima dei pregiudizi?
Anna
Gekina è piena di pregiudizi nei confronti delle ecomamme (come ha spesso dimostrato).
RispondiEliminaCome se tutte le ecomamme andassero in giro a sbandieralo.
Moltissime se lo tengono per se, credendo forse di fare del bene anche ai bambini di altre mamme che usano gli Usa e Getta, lasciando il mondo del futuro un pò meno inquinato.
I confronti sull'utilizzo dell'acqua per lavare i pannolini lavabili e quello necessario a produrre gli usa e getta, dimostra che per fabbricare gli usa e getta serve molta più acqua rispetto al lavaggio dei pannolini lavabili.
Ma evidentemente un confronto tra mamme di opinioni differenti non è possibile, perchè se solo si dice la propria si viene "etichettate" come ecomamme.
E se l'ecomamma avesse usufruito della partoanalgesia, forse avrebbe più peso una sua opinione?
La rete è piena di Blog dove non ci sono confronti costruttivi tra due opinioni contrastanti. Non trovo nulla di costruttivo in questo, anzi mi sembra ormai noioso questo voler etichettare le ecomamme!
Trovo spesso post interessanti sul tema della nascita in questo Blog, ma quelli che prendono di mira le ecomamme, mi hanno ormai stufato.
Gentile anonima ormai stufa,
RispondiEliminaho dedicato un post per spiegare come mai ce l'ho a morte con la maternità naturale e NON con le "ecomamme".
Ho allattato (fortemente voluto) al seno in maniera esclusiva mio figlio fino a circa sei mesi. Gli ho tolto il seno (meglio, è lui che non l'ha più voluto) a otto mesi.
Questo fa di me una mezza ecomamma?
O una talebana della tetta? Non credo.
Che si sprechi più acqua a produrre pannolini usa e getta rispetto a quella per fare un bucato di ciripà... poco importa. Gli usa e getta li lava la pampers. I lavabili io. E io non ho voglia di buttare via ore preziose della mia vita a sgrassare cacca di neonato mettendo un panno in amollo in una bacinella di acqua più bicarbonato.
E non ho voglia di tapezzare la casa di pannolini fradici, bagnarole con ciripà sporchi e fare una lavatrice al giorno.
Quando mio figlio dormiva leggevo, scrivevo, ricevevo amici a casa, me ne andavo a fare un giro, una gita. Non a lavar panni.
Ma questa è una mia scelta che non imponho certo ad altri.
Sull'inquinare... non ho la aòptente, non ho una macchina. Mi muovo in bici. Credo di dare il mio bel contributo all'umanità e al pianeta.
Stufarsi è lecito, girare al largo da questo blog pure. Certo che è tristissimo vedere come certa gente si senta non un individuo ma un appartenente ad un gruppo. Quello delle ecomamme (notare, un contrario fortunatamente non esiste) per capirci.
Basta scegliere i pannolini lavabili per infastidirsi... vedi per quanto a me allattare al seno fosse la cosa più affascinante e incredibile di tutta la maternità... ho sempre provato un fastidio viscerale per quei posteroni appiccicati a ostetricia e dal mio giunecologo che mi esortavano ad allattare al seno.
Come ho trovato triste il corso pre parto (oltre che inutile).
Fortunatamente questi disagi non mi intruppano in nessun gruppo quindi, a parte l'apologia del dolore osterico in travaglio di parto e tutte le panzane spacciate per verità sull'epidurale, non c'è poi molto che mi susciti un travaso di bile.
Capisco che alcune donne non avendo più case da pulire (adesso c'è pure il robottino aspirapolvere) proiettano la casa nel mondo e si sentono investite - una volta mamme - della missione di ripulire l'universo mondo.
Va benissimo per carità. a è una pia illusione. Non è lavando pannolini che la terra sarà meno zozza.
Durante la maternità obbligatoria (se siete forunate ad averla) obbligate il vostro lui ad andare a lavoro con i mezzi pubblici. Anche quello è un modo per salvare il pianeta e sicuramente ci si guadagna subito in salute, anche per il neonato che avete appena sfornato.
Ah no! Troppa fatica. E poi non c'è nessun comune che distribuisce flyer su come sia bello riscoprire la lettura in autobus... certo, all'inizio dovrete trovare la vostra organizzazione personale... ma una volta scoperto il bus (associato alla lettura di un quotidiano e/o libro e/o musica) non tornerete più indietro...
Gekina, sei antica, aggiornati! Guarda che la vera ecomamma dura e pura è oltre il pannolino lavabile, usa il metodo "senza pannolino" (confesso che non ho ancora capito come funzioni, so solo che non è "lascia che se la faccia addosso e poi pulisci").
RispondiEliminaCmq i lavabili li lava la lavatrice, mica te. Non devi grattare cacca, la cacca va su un foglio di una specie di tessuto non tessuto, si raccoglie il foglietto (la possibilità di sporcarsi è pari a quella di sporcarsi quando si leva un usa e getta) e si getta nel gabinetto, che oltretutto è più igienico perchè non è il massimo buttare nel secco qualcosa che è tutto tranne che secco e inerte. Infatti molti comuni hanno bidoni apposta per pannolini e assorbenti che sono delle vere e proprie bombe, specialmente in estate...
Anna
Anna
RispondiEliminache modelli di pannolini lavabili hai usato?
Io avevo una specie di mutandona di plastica, un fazzoletto di cotone spesso e un telino leggero dove andava la cacca. Il risultato era che usciva tutto, ma appena fatto eh? Neanche il tempo di stare a guardare. Avevo speso i miei 40 euro di investimento su questa cosa dando retta alla signora che parlava di ambiente - a me interessava il risparmio econcomico - ma non mi è più passato per la mente di riprovare con un'altra marca per poi magari sbagliare di nuovo
"Anna"
RispondiEliminausa il metodo "senza pannolino" (confesso che non ho ancora capito come funzioni, so solo che non è "lascia che se la faccia addosso e poi pulisci").
Veramente si anticipano i tempi, non si lascia che se la faccia addosso e si pulisce, ma si porta in bagno prima per fargliela fare. Questo con l'osservazione, la pazienza, la comunicazione.
Come fanno i moltissimi paesi dove gli usa e getta non ci sono, magari fa caldo, magari ci sono altre mamme che ti aiutano, nella tua stessa situazione.
Ma lavorando è molto difficile.
"Anna"
RispondiEliminausa il metodo "senza pannolino" (confesso che non ho ancora capito come funzioni, so solo che non è "lascia che se la faccia addosso e poi pulisci").
Veramente si anticipano i tempi, non si lascia che se la faccia addosso e si pulisce, ma si porta in bagno prima per fargliela fare. Questo con l'osservazione, la pazienza, la comunicazione.
Come fanno i moltissimi paesi dove gli usa e getta non ci sono, magari fa caldo, magari ci sono altre mamme che ti aiutano, nella tua stessa situazione.
Ma lavorando è molto difficile.
Chi ha risposto? "Anna" o "non Anna"? Bah... internet...
RispondiEliminaHo scoperto che ci sono moltissime tipologie di lavabili. Con il primo figlio avevo usato quelli mutandone in cotone + mutanda impermeabile esterna (separata).
RispondiEliminaCon il secondo ho comprato anche dei "tutto in uno", detti anche "All in One" o AIO in certi siti. Sono più pratici, esattamente come l'usa e getta. Ne ho presi di due marche diverse e in effetti pur sembrando uguali, uno era migliore dell'altro (vestiva meglio, miglior tenuta ecc). Del resto anche con certi usa e getta mi sono trovata malissimo con allagamenti e straripamenti, roba di marca eh!
Secondo me la cosa migliore è farsene regalare uno o due (piuttosto che le solite tutine...) e sperimentare, o trovare qualche amica che li ha già dismessi e farsene dare un paio sempre di prova. Non credo abbia senso fare l'acquisto in blocco di tanti pannolini, perchè appunto uno si può trovare male o con il lavabile in genere o con quella marca
Anna
Non mi definisco ecomamma ma mi piace sperimentare e, se posso inquinare meno, lo faccio. Dopo aver deciso di usare detergenti bioecologici (che costano il triplo), decido di ordinare la coppetta mestruale ( i pannolini eco no, scusate ma non ce la posso fare). L'ho abbandonata dopo mezza giornata.
RispondiEliminaSarà, come ho letto da qualche parte, che le donne non sono più 'abituate' al loro stesso sangue ma vorrei sapere chi si trova bene a sporcarsi le mani ad ogni cambio. E l'ho usata in casa! L'idea di dovermi cambiare al lavoro o nei bagni dell'Ikea m'ha messo troppa angoscia.
Franquà
P.S. tra l'altro noto con immenso dispiacere che le eco-bio mamme, che godevano del mio appoggio nonchè ammirazione, hanno un'avversità radicata (che a volte sfiora il razzismo)per chi non la pensa come loro. Purtroppo non riescono ad ammetterlo nemmeno quando glielo si fa notare...
RispondiEliminaFranquà
P.S. tra l'altro noto con immenso dispiacere che le eco-bio mamme, che godevano del mio appoggio nonchè ammirazione, hanno un'avversità radicata (che a volte sfiora il razzismo)per chi non la pensa come loro. Purtroppo non riescono ad ammetterlo nemmeno quando glielo si fa notare...
RispondiEliminaFranquà
@Franquà:
RispondiEliminahai ragione, l'ikea è sacra e inviolabile quindi nemmeno a me verrebbe in mente di lordarne il bagno con il mio sangue! :-) non toccatemi l'ikea!!! prendetemi tutto ma non l'ikea!!!
cmq non ho ancora provato la coppetta, c'è chi me ne ha detto meraviglie e chi come te si è trovata male. Butterò via questi 30 euro e mi toglierò la curiosità, non appena torna il ciclo (speriamo non a breve)
Anna
Effettivamente sulla coppetta nei forum ho letto commenti talmente entusiasti e inneggianti che qualche utente maschietto si è fatto avanti per provarla pure lui :-D
RispondiEliminaDa quel che capisco una volta che ci si è abituate è una gran comodità, ti cambi una volta al giorno e fine. Però che devo dire... non mi ispira per niente...
io sapevo che la cosa al silicone tiene poco e va bene per gli ultimi giorni.
RispondiEliminaPoi onestamente di tenermi un'intera giornata qualcosa che il mio corpo vorrebeb eliminare... non so se sia l'anticamera per qualche infezione.
Pare che il tampax sia sconsigliato per questo...
Sui pannolini lavabili. Se non tengono nulla allora sono inutili. Ecco perchè in tutti questi anni il mercato li ha semplicemente ignorati mentre le buste di mais spopolano alla grande... anche se si sfasciano con nulla....
@gekina: wow, incredibile, sono d'accordo con te! ;-)
RispondiEliminaAnche a me fa "un certo che" tenere dentro un rifiuto organico, infatti è l'unica cosa che mi lascia perplessa sia del tampax sia della coppetta.
Tra l'altro tra chi usa l'assorbente interno si registra una maggiore incidenza di SST (sindrome da shock tossico), chissà se vale anche per la coppetta.
Anna
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RispondiEliminaMmmh, leggo questo blog in quasi silenzio da molto tempo e mi trovo sempre più o meno d'accordo.. stavolta invece sono in parziale disaccordo e vorrei dire 2 cose.
La prima è che, ma potrei sbagliarmi, credo che il 90% delle donne in italia non sappia nemmeno cosa sia la coppetta, non abbia davvero idea che esistono alternative altrettanto comode e igieniche (in alcuni casi anche più comode ed igieniche) agli assorbenti usa e getta. Di conseguenza indignarsi così tanto per un volantino di un comune mi sembra esagerato: non riesco, con tutta la mia buona volontà, a vedere un desiderio preciso di costringere le donne ad usare qualcosa di penalizzante piuttosto che qualcos'altro, soprattutto se questo qualcosa è sconosciuto ai più, si può reperire solo via internet e, tra l'altro, quasi solo su siti stranieri! Ce ne sono infatti solo due o tre, in italia e in italiano, che vendono le coppette, gli assorbenti e i pannolini lavabili.
A proposito, uno di questi, Il Passero Lavabile, è stato ideato ed è gestito... da un papà. Talmente contento dei pannolini lavabili e delle coppette mestruali che li vuole diffondere.
Può trattarsi di una eccezione,tuttavia io lo interpreto come un sintomo: in Italia l'argomento pannolini-assorbenti lavabili e coppette è ancora talmente tanto di nicchia che solo le persone realmente motivate ed interessate lo approfondiscono, siano esse uomini o donne. E tutto questo dovrebbe farci accogliere con simpatia la coppetta e tutto il resto anche se noi non le useremmo nemmeno sotto tortura, perchè è semplicemente l'espressione di una scelta libera, informata e consapevole. E anche allegra :)
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RispondiEliminaLa seconda cosa riguarda i dispositivi alternativi agli usa e getta.
Innanzitutto non esistono solo le coppette: ci sono gli assorbenti di stoffa e ci sono gli assorbenti usa e getta 100% biodegradabili (tipo i Vivicot Bio). Non si sa quasi niente di ciascuno di essi, cosa che trovo abbastanza indecente, e direi che ce n'è per tutti i gusti.
Quanto alla coppetta: tiene. Tiene di notte e di giorno, ci sono varie marche e varie misure a seconda dell'intensità del flusso. Non è associata alla sindrome da shock tossico per via del materiale utilizzato, è più igienica sia degli usa e getta sia dei Tampax per lo stesso motivo. Molte donne la scelgono perchè con gli usa e getta hanno problemi di candida o cistite o altro, con la coppetta questi problemi spariscono.
Il sangue rimane raccolto all'interno della coppetta, non all'interno dell'utero, non siamo in contatto con esso più di quanto non lo siamo con gli assorbenti usa e getta... mentre invece con il tampax siamo in contatto con il sangue molto di più.
Inoltre, sempre a proposito di contatto con sostanze tossiche: gli assorbenti usa e getta sono sbiancati con sostanze chimiche che ci danneggiano, specie in una parte delicata come la mucosa vaginale, senza contare che l'assoluta assenza di traspirazione favorisce il proliferare di funghi e batteri.
La parte seccante è senza dubbio il cambio fuori casa, ma, come ho detto, e posto che ci sono tante ragazze che riescono a cambiarsi in ufficio, non esiste solo la coppetta...
Io, ad esempio, uso più spesso gli assorbenti lavabili e anche qui, sono davvero molto più comodi e molto più assorbenti degli altri. E sono colorati e bellissimi :D
Come mi regolo con il lavaggio? E' davvero semplice... li sciaquo con acqua fredda e sapone da bucato appena me li tolgo, e poi, finito il ciclo, li metto tutti assieme in lavatrice. Sono fatti in tessuti moderni, che non mollano colore (ma al massimo possiamo lavarli con i capi scuri), non si rovinano e possono essere lavati a qualunque temperatura.
Come faccio se mi devo cambiare fuori casa? A parte il fatto che sono molto più assorbenti degli usa e getta, e che, essendo di tessuto, posso tenerli tranquillamente qualche ora in più senza temere irritazioni o altro, basta avere una bustina per metterceli dentro... non è davvero una cosa così drammatica.
Sui pannolini per bebè non mi pronuncio, perchè non ho figli... ma forse un tentativo lo farei. E dico un tentativo, perchè è così che dovrebbe funzionare: una volta che si sa che ci sono vari modi, si va per tentativi finchè non si trova quello più adatto a noi, o no?
Scusate le lungaggini, ma c'era veramente tanta carne al fuoco :)
Valeria
P.S.
da quando uso la coppetta (arancione) e i lavabili (in tante fantasie e con i gufetti e i gattini) la mestruazione è diventata un momento divertente della mia vita. Prima detestavo sia gli assorbenti (mi facevano prurito, puzzavano, si spostavano, mentre camminavo facevano rumore) sia la vista del sangue, adesso... no. E mi diverto pure!
Pps per Anna: ci sono coppette che costano 15 euro, tipo la fleurcup o la meluna. Se non si è sicuri e si vuole risparmiare, direi che sono l'ideale ;) La meluna poi te ne manda quasi sempre una in omaggio, di un'altra taglia, ma solo se compri dal sito tedesco ;)
RispondiEliminaValeria
Anna vedi? :)
RispondiElimina@ Valeria,
io sono un po' matura per divertirmi con i gufetti e gli orsetti.
Gli assorbenti che uso io (solitamente sototmarche da pochi euro) stanno in posizione, non puzzano (basta non tenerseli una vita) e non mi hanno mai causato problemi di funghi e simili (sono più pericolosi i pantaloni aderenti o le calze e la biancheria sintetica).
Non contesto l'uso di coppette e pannolini lavabili. Contesto che mestruazioni e neponati diventino materia di interesse per politiche comunali.
Ragazze se i lavabili fossero così comodi perchè scrivere sul volantino di non gettare la spugna subito?
Mi potrebbe andare bene se si affianchesse anche l'altra categoria di portatori di pannolini: gli incontinenti.
Qualcuno qui l'ha sparata grossa... il comune non lo fa perchè pulire gli escrementi di un vecchio sarebeb cosa terribile.
Se queste sono le giustificazioni a una politica ecologica zoppa...
Non so, lo dico con serenità, ma a voi proprio non stona che SOLO gli assorbenti e solo i pannolini vengano consigliati?
E solo quelli lavabili... senza elencare tutte le altre scelte possibili? (biodegradabili usa e getta ecc...).
Capisco che l'effetto nei dibattiti acecssi è di pendere - nostro malgrado - da una parte o dall'altra... ma vi invito a rispondermi su questi punti. Perchè il mio fastidio nasce da qua :)
Sul fatto che l'informazione sia carente sono sicuramente d'accordo. Io vorrei vedere eguale spazio dedicato a tutte le categorie di assorbenti, e poi che ognuna scelga per se' :)
RispondiEliminaTuttavia, visto che la pubblicità degli usa e getta è praticamente l'unica pubblicità che si vede, un volantino che informa di altre possibilità, per quanto informi in maniera parziale, a me fa piacere :)
Sulla questione comodità: ripeto che per i bebè non so cosa dire. Per il resto posso dire che sì, passare da un metodo ad un altro è scomodo. Ma secondo me si tratta della scomodità del cambio d'abitudine... ci si abitua subito, oppure si può tranquillamente tornare al vecchio!
Sulla questione incontinenti: di nuovo sono d'accordo. Visto che esitono i biodegradabili, perchè non pubblicizzare?
Inoltre, gli assorbenti lavabili vanno bene anche per l'incontinenza urinaria, come alternativa ai tena lady.
Per concludere: nel momento attuale, quello che io vedo è una indirizzazione quasi obbligatoria delle donne verso i pannolini (per se o per i bambini) usa e getta (vogliamo poi parlare del fatto che si vedono quasi solo prodotti Lines in giro? Alla faccia della libera concorrenza).
Non nego gli elementi scomodi degli altri metodi, quello che mi piacerebbe è una informazione più vasta e corretta. E mi sa che in questo siamo più o meno d'accordo :)
Poi è chiaro che ognuno sceglierà per se... non è questo l'auspicio più importante che facciamo tutti in vari campi del nostro essere cittadini?
Valeria
P.S.
Immaginavo che il mio accenno ai gufetti facesse sorridere qualcuno :) Soprattutto perchè ho 30 anni e non 16... tuttavia, la mia è una riflessione un po più ampia sulle mestruazioni: dobbiamo proprio viverle come una condanna o, se va bene, un fastidio? Non ci sono modi per far pace con questo aspetto importante della nostra vita?
Perchè io sono stracontenta di tutte le donne a cui gufetti e gattini fanno ridere, ma magari a qualche altra ragazza potrebbero essere d'aiuto... no? :)
@ Valeria,
RispondiEliminasì lo ammetto... quando ho letto dei gufetti ho detto "oddio ecco la svampita con gli assorbenti di hello kitty"... e vedrai che li faranno. Tira di più una vibrissa di Kitty che un carro di lines seta ultra.
Comunque capisco che si tratta di abituarsi. Solo che l'usa e getta è una gran comodità e io non ho nessuna intenzione di mettermi a girare con un coso coi gufetti ipregnato del mio sangue.
Non che il mio sangue mi schifi. ANzi, ho un ottimo rapporto con il mio corpo e i suoi derivati. Ma sono anche una donna con tempo per sé stessa pari a zero e preferisco impiegare i minuti preziosi per altre attività più edificanti.
Direi che se le donne si dimostrassero irremovibili sulla conquista dell'usa-e-getta, il mercato che è un gran marpione... tempo un anno e mette sugli scaffali di tutti i suopermarket il lines seta Bio-ultra, con le ali in canapa e l'anima in cotone non sbiancato. Il tutto biodegradabile, da buttare nel compost.
Sul monopolio lines... io non so dove vivi, ma qui a mestre ci sono molte marche diverse. Io i lines non li compro (3 euro per un panino in cotone non li pago) e mi butto sulle sottoaqrche. Costano la metà e sono comodi uguale.
SUl fatto che le mestruazioni non siano una dannazione. Mai pensato, son solo una gran seccatura i primi due giorni (per me) e una settimana prima (ho certi mal di schiena misto panza da farmi piegare in due). Diciamo che quando mi capitano quelle fastidiose non è che sono un gran divertiento. E non basterebbe un camion di gufetti a farmi tornare il sorriso :)
Che siano un momento "iportante"... boh... non è che festeggio ognbi volta che ovulo e poi espello. E' un momento fisiologico. Esattamente come a i maschietti capita quel fisiologico evento della polluzione notturna.
Sapere che hai un corpo capace eventualente di generare una vita.... non mi sembra poi sta gran cosa :)
In effetti i lavabili per adulti esistono. Concordo, andrebbero incentivati pure quelli accanto a lavabili per bambini e coppette.
RispondiEliminaPoi ovviamente uno sceglie quello che ritiene migliore (lavabile, usa e getta, biodegradabile ecc ecc)
Anna
Ancora sulla coppetta mestruale :D
RispondiEliminahttp://marraiafura.com/le-coppette-mestruali-sostenibili-sbarcano-in-africa-rubycup-un-progetto-che-va-ben-oltre-l-igiene-personale/
Si tratta di un progetto per venire incontro a quelle donne dei paesi più poveri (africa in primis) che hanno problemi economici tali da non potersi permettere assorbenti usa e getta ogni mese :D
Ce n'è anche un altro che prevede la donazione di assorbenti lavabili.
So benissimo che la situazione socio-economica di quei paesi non è comparabile alla nostra, tuttavia mi sembra che questi articoli facciano vedere il problema coppette/assorbenti lavabili sotto un'altra prospettiva :D
Valeria
Tranquilla valeria, dopo la cura Monti le coppette mestruali sostituiranno gli usa e getta, i muli la benzina, i campi di patate sotto casa il fruttivendolo.
RispondiEliminaPer molti lo stile di vita diveterà più slow (o più "povero"). Per altri più o meno come prima. E potranno decidere se continuare ad inquinare il mondo con gli assorbenti soliti o se dedicarsi alla coppetta in silicone :)
Ecco vedi per me il passaggio dall'assorbente usa e getta alla coppetta non equivale affatto al passaggio dalla benzina al mulo, e non desidero affatto un mondo più povero, economicamente e spiritualmente, perchè so che la povertà non ha niente di bello, poetico, naturale o ecologico.
RispondiEliminaIn ogni caso non fa niente, scusate l'insistenza :)
Valeria
Ecco adesso mi fai arrabbiare :)
RispondiEliminaSWcusarsi perchè porti all'attenzione un tuo punto di vista? Tra l'altro in tema con il post qui sopra :)
A me fa piacere che, malgrado i miei modi un po' ispidi e irsuti, tu abbia voglia di dialogare con chi la pensa diversamente :)
Sai non escludo che il mio punto di vista sia sbagliato. Magari la vedo troppo nera perchè prevenuta.
Di fatto non ho nulla contro l'affare in silicone. Mi rompe solo questa campagna martellante sulla maternità bio e le mestruazioni ecosostenibili (contrapposte al silenzio sui pannoloni per incontinenti ad esempio :)).
In generale mi impressiona il riferirsi al femminile come a un modello molto stereotipato (stereotipatissimo quando si fa materno o fertile).
Tanto per capirci... presto discuterò di questo:
http://difesalattematerno.wordpress.com/about/
PER ME UNA SORTA DI DEVIANZA FETIcista... dove il latte di donna diventa un'entità a sé stante, da difendere. Come se fosse contenuta in un recipiente e non in una persona.
Personalmente mi viene un po' da sorridere... immagina una campagna simile a difesa dello sperma maschile.
Pare che il calo di natalità sia dovuto anche al calo della produzione di spermatozoi a causa di numerose sostanze inquinanti (pare, qui lo dico e qui lo nego).... attendo con impazienza associazioni tipo la LIDS (lega italiana a difesa dello sprmatozoo) :)
Gekina ma guarda che io e te non la pensiamo poi così diversamente... grazie a questo blog ho potuto aprire gli occhi ad alcune mie amiche ed amici che, non essendo ancora passati per il parto e in generale per gli ospedali, sono caduti dalle nuvole quando hanno saputo a che livello stiamo in tema di epidurale ;)
RispondiEliminaQuesta cosa poi della santificazione del latte materno mi ha sempre lasciata tanto perplessa... perchè io tendo a capire che se una donna ha avuto un parto traumatico e poi non ha potuto vedere il bambino per tre giorni magari non riuscirà ad allattare, ed oltre alla delusione di un brutto parto proverà anche quella del mancato allattamento. Ma situazioni del genere non si risolvono santificando il latte materno... o incidendo pesantemente sulle donne che, a malincuore, decidono di passare all'artificiale.
Cioè, io capisco le intenzioni e forse le condivido, ma poi nella pratica diventano tutte mostruosità... mah.
Quanto alla coppetta, almeno su quello puoi stare tranquilla che non c'è un pensiero unico e soprattutto che non c'è un pericolo per la donna ;) anche perchè tutte lo cose che ruotano attorno al parto hanno la potenta leva psicologica del benessere del bambino: basta dire che una cosa fa bene o male al pupo e hai la neomamma in pugno.
Ma con la coppetta verso cosa dovremmo colpevolizzarci? ;)
Valeria
tutte lo cose che ruotano attorno al parto hanno la potenta leva psicologica del benessere del bambino: basta dire che una cosa fa bene o male al pupo e hai la neomamma in pugno.
RispondiEliminaSì, la pensiamo uguale. A dividerci ogni tanto ci sono le sfumature.
Sulla coppetta si fa leva sulla coscienza ecologista che pare nascere sempre assieme al neonato.
Facci caso, il discorso mammità viaggia sempre sullo stesso binario dell'ecologia, lotta all'inquinamento, società ecosostenibile ecc...
Direi che vista così la coppetta ci entra perfettamente.
:)
Sono felice che il blog sensibilizzi le persone su questo tema... che personalmente sento molto e che ormai è diventata una delle mie lenti. E da queste lenti gettare uno sguardo al mondo :)