Su facebook è nata una discussione piuttosto accesa tra me e Lutlia (lo so, ho modi da camionista) sul post di WeWee dedicato al circo alternativo in sala parto.
L'OMS... le sue raccomandazioni applicate come se fosse il Vangelo....
Viste le qualità specifiche del latte materno e una salute meno robusta attribuita ai bambini che sono stati nutriti con il biberon, non viene più fatta alcuna distinzione, dalpunto di vista sanitario,tra un neonato del Sahel o uno nato in una grande città europea. Tutti contro il latte in polvere! Dal 1981 i centodiciotto Stati membri dell'OMS votano un Codice internazionale di commercializzazione dei sostituti del latte materno per limitarne la diffusione. Come sottolinea Viviane Antony-Nebout: "Dopo essere stata oggetto di attenzione da parte dell'industria e dei medici, l'alimentazione infantile è entrata nel campo della diplomazia e delle organizzazioni dell'ONU".
Dov'era il rispetto degli elettori del Popolo delle Libertà quando si prendeva in giro Berlusconi?
Perchè mortificare l'intelligenza di chi sosteneva la Gelmini e la costruzione del famosoTunnel?
Invocare un grigio e ottuso "rispetto" e tacciare di violenza e boria chi alza la voce o fa una pernacchia alle pseudoscienze che entrano per canali preferenziali (e senza i controlli canonici) negli ospedali è irritante, è sciocco, è pura malafede.
Perchè le idee a volte si tramutano in politiche. E se le politiche diventano sociali non rispettano sempre la sensibilità di tutti.
L'attenzione dedicata al bambino, alla sua sicurezza, al suo benessere, non è forse in cima alla lista dei valori della civiltà?Chi può negarlo. Ma quante pericolose contraddizioni.
I bambini maltrattati sono sempre esistiti, ed era non solo ragionevole, ma assolutamente indispensabile fare qualcosa per loro; ma ciò che è stato fatto è andato a discapito del buon senso. E' come se, per combattere lo stupro, si fosse deciso diintrodurre arbitrariamente nell'alimentazione di tutti gli uomini, senza eccezioni, antiandrogeni destinati a impedire l'erezione. Il che, in un certo senso, potrebbe apparire anche logico, dal momento che sono le erezioni degli uomini a rendere possibili gli stupri! Il fatto che sia gli uomini che le donne potrebbero soffrire della radicalità di una tale soluzione importerebbe poco di fronte alla scomparsa di questo crimine.
Ho fatto, ai tempi in cui ricoprivo il ruolo di maggiore responsabilità che abbia mai avuto, una strana esperienza di questo tipo di ragionamento. (...)
Nel1989 ricevetti un voluminoso dossier del Ministero della Famiglia (...). Una lettera del ministro chiedeva il mio parere di esperto per sapere se il nostro paese (la Francia ndg) dovesse ratificare o meno la Convenzione Internazionale dei diritti dell'infanzia.
Dopo lunghe esitazioni accettai l'incarico, ritrovandomi alcuni giorni dopo a partecipare a una riunione preliminare dei quindici esperti designati, nessuno dei quali conosceva gli altri quattordici (fatto abbastanza singolare). Ad ogni modo ci pronunciammo all'unanimità CONTRO la ratifica della Convenzione, portando ognuno la motivazione relative alle competenze del proprio settore professionale.
Affermai che la Convenzione, sicuramente utile per molti paesi, era inadatta alla società occidentale: poiché i fenomeni di maltrattamento dell'infanzia non erano gravi e generalizzati quanto altrove,sottolineare i diritti dei bambini attraverso strumenti simili equivaleva ad asservire i genitori alle loro esigenze, e ciò avrebbe costituito il peggior maltrattamento che veniva inflitto all'infanzia.
Ci fu allora chiesto di metetre per iscritto le nostre argomentazioni ed esporle nel corso di una giornata dedicata al tema in questione.(...)
Altermine dei nostri interventi il presidente in persona prese la parola e, dopo averci ringraziato per il lavoro effettuato (...), rallegrandosi del fatto che il nostro paese vantasse esperti di tale levatura bla bla bla, dichiarò che la Convenzione internazionale dei diritti dell'infanzia era stata in realtà ratificata da sei mesi!
Nessuno dei presenti fu felice di udire quelle parole. Ma cosa potevamo fare?
Ciò che emerge dal movimento lento, inesorabile e unidirezionale che ho descritto è che, liberatosi da qualsiasi obbligo verso un patrimonio o un qualunque sistema di valori, il bambino costituisce una sorta di oggetto di culto in grado di disporre di pieni poteri, compreso quello su se stesso!
Il fenomeno che ho definito con il termine INFANTOLATRIA continua quindi a causare danni in numerosi settori della famiglia e della società.




Gekina, non ho ancora letto il libro della Badinter quindi non so se in altri passi lei specifichi meglio, ma quello che dice non è corretto: il "Codice internazionale di commercializzazione dei sostituti del latte materno" serve per regolamentare il marketing del latte artificiale, non per limitarne la diffusione (o impedirne la vendita o altre cose). Non è assolutamente la stessa cosa.
RispondiEliminaSara
non è corretto.
RispondiEliminaHo letto i diktat sul LA e francamente è un modo per limitarne l'acquisto (niente foto di bambini, niente etichette allettanti).
Forse dirò un'inesattrezza, ma i farmaci da banco sono più liberi nella grafica e packaging.
Partecipare al tuo blog spesso è come attraversare un guado di melma per pescare. Bisogna avere motivazioni forti tipo la fame e di fronte al disgusto, alternare reazioni di difesa a noncuranza. Consapevoli che, vista la fatica e il tempo già spesi nell'impresa, le energie per rispondere agli insulti diretti sono da ponderare con saggezza. In questo caso concentro tutto il poco tempo che ho per lamentare il fastidio di essere chiamata sciocca, ottusa e in malafede e soprassiedo sul tema, molto interessante, che approfondiró prossimamente sul mio blog dove sei invitata, come sempre, a partecipare. Senza la garanzia però di ricevere risposta.
RispondiEliminaLutlia pazienza.
RispondiEliminaAlsolito confondi te stessa con le idee di altri (che evidentemente condividi).
Personalmente in un paese che apre cimiteri per bambini mai nati (e quindi mai morti), che vorrebbe impormi il lavaggio di pannolinilavabili, che in piena crisi manda acasa più donne che uomini, ebbene trovo piùmelmoso e disgustoso l'incapacità di indignarsi, la smania di voler a tutti i costi mettere assieme cavoli e ciliegine.
I chakra in un ospedale pubblico SONO UN FATTO GRAVE che mina la laicità di un paese.
Quello che mi fa rabbia è vedere come molta gente si indigni solo se si scomoda la religione...alloratutti a gridare all'attentato alle libertà e alla laicità.
Ma la religione e la Chiesa non sono necessariamente un pèericolo per le libertà individuali. Il pericolo più grosso arriva da chi è convinto di essere libero e liberale, laico e aperto... e di fattoè dogmatico e schiavo delle proprie convinzioni come tutti noi miseri mortali.
Io ho un brutto carattere, la calma non è la mia virtù, non mi interessa coltivare "amicizie" e lettori da blog. Con chi la pensa diversamente da me posso dialogare. Ma mi riesce impossibile con chi si metet otto gradini sopra di me dipingendosi come tollerante e aperta...e definendomi violenta e chiusa.
La scienza non bisogna "crederla" ma comprenderla. A quel punto vedrai il resto con un altro atteggiamento.
Onestamente credo che WeWee ti abbia dato un ottimo consiglio.
Mi hai sempre invitato a riflettere.Orati invito io. WeWee in una riga ti ha apertoun mondo...
Vabbe'. E per non rischiare il crossposting aggiungo anche CIP. E torno in modalità scrollata di spalle. Se otto gradini in sopra ti ė impossibile parlarmi, ignorami. Sciocchezze mode off
RispondiElimina"Invocare un grigio e ottuso "rispetto" e tacciare di violenza e boria chi alza la voce o fa una pernacchia alle pseudoscienze che entrano per canali preferenziali (e senza i controlli canonici) negli ospedali è irritante, è sciocco, è pura malafede."
RispondiEliminaMi riconosco nella descrizione :) Effettivamente invoci rispetto per le idee altrui sul parto e taccio di violenza e boria chi alza la voce o fa una pernacchia alle pseudoscienze. Penso di non aver usato queste parole esatte ma se vuoi posso usarle. Diversa è la questione dei canali preferenziali e dei controlli, questione che, come tante altre questioni e tante altre volte, ti ho riconosciuto pubblicamente il merito di avermi spinto a considerare. Nel post sul forum Scarrafone questo ti scrivevo, che sulle politiche sanitarie e i criteri la questione che ponete tu e Wee Wee è assai giusta. Dal canto mio mi sono limitata a dire: ok, il canale prefenziale non va bene, ragioniamo su come prendere in esame istanze espresse in linguaggi diversi da quello scientifico. La risposta di Wee Wee al mio commento è molto civile e sensata, si può dire che la condivida al cento per cento, insomma io la penso così. La veemenza espressa nel suo post mi pareva di segno diverso, ed è contro quella veemenza che mi scaglio. Non sentendomi in questo particolarmente angelicata, ho le mie idee come tutti e le difendo con passione senza travestirmi da agnellino e senza vergognarmi di alzare la voce o mostrare i canini quando IO credo sia necessario (e non a comando o tirata per i capelli dalla vis polemica altrui). Perciò non capisco come tu possa vedermi appollaiata sul piedistallo. Le polemiche che trovo inutili sono quelle che vorrebbero costringermi a difendermi dall'accusa di non capire cos'è la scienza o che spingono te a difenderti dall'accusa di cartesianesimo. Tendo a credere che un maggiore sforzo di fiducia e apertura nell'interlocutore possa ridurre il numero di equivoci banali e attestare il dialogo su un binario più costruttivo e meno frustrante per ambo le parti. Io mi sforzo di fare questo sforzo poi non sarò perfetta né coerente tutte le volte. Comunque come dicevo, mi riconosco nella descrizione, perciò che fosse o meno tua intenzione colpirmi direttamente, l'hai fatto :) Nulla di nuovo sotto il sole, tu non vorrai mammette frustrate nel tuo blog, non ho capito se mi ritieni tale o era una generalizzazione ecc. ecc. ma molto stancamente per me non cambia nulla: continuerò a leggere e commentare dato che, come lasciavo intendere nel primo commento, mi sento estremamente motivata a farlo. Condivido al cento per cento la tua battaglia per il diritto anche se non condivido tutta la tua impostazione teorica ma non ho problemi né a dialogare né a incassare insulti gratuiti. Solo, ogni tanto mi sfogherò. Se ti scoccia la mia presenza qui non hai che da introdurre la moderazione e censurarmi. Ti ho sempre riconosciuto meriti e torti dal mio piccolo e parzialissimo punto di vista e continuerò a farlo, anche, da parte mia, con quella che almeno virtualmente considero una forma di amicizia o almeno di affetto, e certamente di stima.
secondo me, le grida dell'OMS sono partite per porre fine a quella nefandezza immonda nel terzo mondo, nata un po' dalle case farmaceutiche (come la bufala dell'anno scorso, con i vaccini), un po' dalla supponenza dei cooperanti, che hanno a lungo promosso l'allattamento artificiale contro quello naturale.
RispondiEliminaPerchè il buon senso non ha proprio mercato....: là dove una madre fa fatica a nutrire se stessa, ben venga un latte artificiale che "aiuti" ad alimentare il figlio, che se no CREPA.
Da qui è nato un mercato ignobile, che ha convinto che il latte materno, in Africa, fosse da vietare, veicolo di germi e quant'altro.
Da qui i guadagni esagerati delle ditte.
Da qui la diffusione meretricia (sì ho scritto così) anche alle nostre latitudini. Con i latte art. Perchè noi italiani siamo dei campioni in materia di arruffo arruffo.
Un organizzazione mandiale non può esprimersi dicendo: OH! MA SIETE SCEME? CI FATE O CI SIETE?
deve usare modi pacati e poilitically correct. Ineccepibili.
Il resto sono tutte interpretazioni faziose.
Se fossi stata a sentire la pediatra, quando il mio non bastava più, avrei dovuto continuare con il latte artificiale per più di un anno.
A nove mesi, con le opportune diluizioni, i miei figli bevevano il latte di mucca, di cui sono tuttora golosissimi.
Insomma, basta usare la testa, e non bere tutto quello che ci viene propinato su Donna Moderna, et affini....
amber temo tu non abbia compreso il senso del post.
RispondiEliminaSei libera di credere che l'Internazionale Sionista del Latte Artificiale vuole conquistare fette di mercato.
Ma non ti poni il problema se gli Sati e le loro Poloitiche sociali vogliono acaparrarsi il consenso dell'elettorato? Del tuo ad esempio.
Il latte artificiale in occidente è un ottimpo sostituto - sì hai capito benissimo - del latte materno. Non è paragonabile ma non è+ nemmeno uno schifo.
Se una donna per X motivi lo preferisce può stare tranquilla, perchè l'acqua di rubinetto è sicura.
I tuoi bambini a nove mesi sono venuti su a latte vaccino diluito? Buon per loro. Ma non è che chi ha scelto latte formulato sia un'abbonata a donna moderna o schiava del pediatra.
Il mio mi ha consiogliato di passare al vaccino dopo l'anno d'età.
Mio figlio non ha mai avuto problemi di coliche e oggi beve latte intero di mucca a secchi.
Merito del latte formulato? O del mio? Non ho idea.
Se sospoetti di fariseismo il tuo pediatra e pensi di saperla tanto lunga.... cambia pediatra o non cercarlo affatto.
Solo una precisazione. In Francia fu retificata la Convenzione internazionale dell'infanzia non tanto per il bene dei bambini, quanto per seguire una corente di pensiero che allora - e oggi - attraversa molte persone.
La promozione talebana dell'allattamento esclusivo è un regalo alle persone che son tanto sensibili alle questioni maternità e cura dell'infante in chiave "naturalista". Che pare - perdona la frecciatina - invochino il buon senso solo quando si tratta di diluire il latte vaccino. Mentre per altre questioni si abbandonano a slogan e teorie paranoidi del complotto.
Per inciso, l'OMS vuole fermare il meretricio del latte artificiale nel terzo mondo.... ma sui vaccini pare abbia tendenze opposte... strano nevvero?
ha! ha! e qui ti volevo! a parte che anche i farmaci hanno precise limitazioni nel packaging, pubblicità ecc... se dici che il Codice, limtitando il marketing, limita le vendite di artificiale.... allora è corretto dire che alcuni genitori scelgono il latte artificiale non per reale necessità o scelta informata ma perchè si fanno abbindolare (inconsciamente, ci mancherebbe) dalle pubblicità. Del resto quando una pubblicità di latte artificiale, dice "il latte materno è fighissimo ma SE NON DOVESSE BASTARE..." ovvio che fa pensare che il latte a un certo punto, che ne so, al terzo mese, possa magicamente sparire, cosa che non è possibile. O meglio, può succedere se il numero di poppate scende al di sotto delle necessità del bambino, ma allo stesso modo aumentando le poppate la produzione può riaumentare.
RispondiEliminaCasualmente il motivo più frequente dell'interruzione dell'allattamento è "mi è finito il latte". Il latte non finisce, è come dire "non ho più lacrime" o "non ho più saliva". Il latte è secreto da una ghiandola che risponde a uno stimolo. Stop.
Cosa diversa è se ci sono problemi all'inizio dell'allattamento, dove un inizio problematico può effettivamente impedire una produzione di latte adeguata, ma qui ci perdiamo in tecnicismi che dubito ti interessino.
Se secondo te non esiste la lobby dei produttori di latte, puoi cortesemente spiegarmi questi fatti?
- come mai i produttori di latte regalano forniture di artificiale agli ospedali (qui in Italia, no nel terzo mondo), turnandosi di mese in mese? Quindi se partorisci nell'ospedale X a gennaio ti consigliano il Plasmon, a febbraio l'HUmana, a marzo il Mellin ecc.... Questo ora è proibito per legge (DM82/09), anche se i più se ne fregano. Come mai nessuna ditta regala agli ospedali forniture di farmaci o altro, ma solo latte artificiale? E' ovvio, se un bambino viene dimesso con il "consiglio" di usare il latte X, il genitore fuori difficilmente comprerà il latte Y (magari più economico...).
- Come mai l'Antitrust ha dato due volte una maxi multa alle maggiori ditte produtrici di latte artificiale per un cartello sui prezzi? (leggiti il tutto su www.agcm.it)
- Come mai è proibito per legge che le ditte produttrici di alimenti per l'infanzia finanzino convegni che parlano di alimentazione? Forse perchè ci sarebbe un leggero conflitto di interessi?
Potrei continuare ma poi la faccenda diventa troppo lunga.
Tu parti dal presupposto che latte materno = latte artificiale. In base a cosa, scusa?
A parte che prima di tutto il latte artificiale costa, e parecchio. Ci piangiamo addosso che c'è la crisi e che mettere al mondo un figlio costa...
Tu dici che gli studi sulla comparazione latte artificiale /latte materno sono tutte balle, giusto? In base a cosa?
Allora potrei svegliarmi una mattina e dire che gli studi sulla sicurezza della partoanalgesia sono inventati dalla "lobby degli anestesisti", o dire che i dati che riporti sulla non-sicurezza del parto in casa te li sei inventati di notte.
Come dicevi in un altro post, pure a me fa ridere che oramai anche per andare in bagno abbiamo bisogno di una ricerca che ci confermi come dobbiamo farlo. Perfettamente ragione.
Però le ricerche sono le stesse che - appunto - ti fanno affermare che la partoanalgesia è sicura e che il parto in casa non è questa cosa tranquilla come si racconta in giro.
Fatti due ricerche su "Cronobacter Sakazakii" e "infant formula". Qui in occidente, non parlo di terzo mondo.
Nessuno colpevolizza o condanna chi usa il latte artificiale (e basta con la parola "talebano", è usata in maniera impropria!).
Proprio per rispetto a chi lo usa, è giusto che i genitori siano informati su cos'è e come si usa. E' proprio soprassedendo su alcuni aspetti che si tratta da "genitore di serie B" chi usa il latte artificiale, cos'è, uno è stupido e non merita di sapere come funzionano le cose?
Sara
Sara,
RispondiEliminauffa che barba uffa che noia.
Le limitazioni al latte artificiali sono appunto limitazioni di marketing... perchè la gente si sa... è sensibile alla pubblicità.
Anche a quella del latte materno.
Non ho detto che latte di mamma= latet artificiale. Rileggi please il mio commento.
Ho detto che nel primo mondo l'acqua è buona e arriva in tutte le case. Quindi il la ti piaccia o no è sicuro ed è un degno alimento. Il bambino cresce sano e forte. Certo il latte di mamma è l'alimento migliore, ma tant'è.
Chissenefrega se il latte di mamma c'è sempre (ma non è così). I problemi di attaccamento al seno esistono eccome cara mia. Io per attaccare mio figlio ci ho messo due settimane. Potevo tranquillaente rinunciare, perdere il latte e amen. OPer scelta mia ho deciso di continuare perchè l'allattamento al seno era un'esperienza che volevo provare.
L'allattamento esclusivo e a richiesta può non essere una buona soluzione per donne che devono tornare presto a lavorare.
Io hoi rinunciato presto a tirarmi il latte perchè era un'operazione noiosa, dolorosa a volte e mi portava via troppo tempo. L'ho deciso io, punto.
Che le case produttrici di la abbaino tutto l'interesse a vendere la merce è ovvio. Come pure è ovvio che l'esercito di esperte di allattamento in tempi di penuria di lavoro... hanno tutto l'interesse a garantirsene uno. Presso la asl di zona o privatamente.
Non ci vedo nulla di male in questo... l'importante, come dire... è esserne consapevoli no?
Ma guarda, del rispettoi di chi usa cosa e come francamente me ne infischio.
Potrei dirti che le mamme alcoliste e drogate o strafatte di psicofarmaci sono più numerose del batterio Sakazaki... anche perchè questa categoria di donne (se mi leggete non offendetevi) generalmente mente al mondo intero sull'uso/abuso di alcol e sostanze stupefacenti... e se allatta al seno passano al pupo...
Ci sono studi su questa faccenda?
Amica carissima ti sfugge un particolare sugli studi della partoanalgesia. Gli anestesisti sono i primi a non volerla fare. Non ci guadagnano una ceppa.
Un anestesista in ospedale che mette su un cateterino non fa nulla di straordinario...
Ci sono relatà dove vengono rimborsati per il servizio e non è certamente corretto... ma non essendo prevista la prestazione e avendo magari carenza di organico serve un incentivo per far partire il servizio. C
he ricordo è un LEA, è un diritto.
La partoanalgesia in peridurale è nata negli anni 30 del 1900 a Torino. In America si pratica dagli anni 40. Direi che in 70 anni qualche somma si può tirare eccome.
Per il resto... Io credo alla Badinter e al pediatra Aldo, alle loro perplessità.
Sul termine talebano... è come fartiseo... certo nessuno pensa che tu o altri girate con la barba lunga e il turbante nero e studiate il Corano... è come fariseo. Oggi vuol dire semplicemente falso. Talebano vuol dire dogmatico, esaltato.
Sara, che le case produttrici vogliano guadagnare sul latte artificiale mi pare legittimo da parte loro. Che abbiano usato e forse provino ancora a usare metodi più o meno legali/etici/ condivisibili è indubbio. Che il latte artificiale in questo momento sia demonizzato dai complottisti (termine che io preferisco a talebani) è altrettanto fuori discussione.
RispondiEliminaE allora che fa una mamma, individuo singolo, come me che si ritrova, dopo adeguato bombardamento preparto sulle virtù taumaturgiche del latte materno, nell'impossibilità di allattare? sbatte la testa contro il muro, te lo dico io, per senso i colpa proprio e indotto, e per carenza di informazioni. Io dopo sei mesi di latte formulato esclusivo me ne sono fatta una ragione, ma la difficoltà di trovare informazioni oggettive con i canali a mia disposizione (ovvero internet, non essendo io un medico o un chimico farmaceutico) è stata grande. Il pregiudizio ideologico è tale che pur di non incentivare l'uso di LA si impedisce di avere informazioni corrette. L'isterismo sul latte materno (che, sì, è la cosa migliore per un neonato) sta producendo danni sul versante opposto. Genitori più informati sono consumatori più consapevoli, e il paradosso è che le case produttrici sarebbero ben liete di dare più informazioni più tecniche- con qualche accortezza per non farle diventare pubblicità, ma immagino che non mancherebbero i metodi di controllo -, mentre chi vigila per legge sulla salute dei nostri figli preferisce far passare solo il messaggio facile: LM bene- rete di stostegno, LA male necessario- arràngiati. Grazie, a questo c'ero arrivata anch'io al quarto giorno di vita di mia figlia.
Care le mie ragazze...
RispondiElimina"Ho detto che nel primo mondo l'acqua è buona e arriva in tutte le case. Quindi il la ti piaccia o no è sicuro ed è un degno alimento."
Gekina, forse dovresti informarti di più e senza preconcetti.
Si, il LA è un ALIMENTO (non così valido poi, è troppo carico di proteine e troppe proteine in età infantile predispongono all'obesità), il LM invece è ANCHE un alimento. Non sto parlando di menate sulla relazione, su quanto è bello allattare il pupo.
Il LM contiente sostanze immunomodulanti, ormoni della crescita, addirittura cellule staminali. Che il LA non ha. E forse forse queste sostanze servono a qualcosa.
Gekina, non hai risposto alla mia domanda di prima: come mai gli studi sulle differenze, in termini di effetti sulla salute dei bambini, su LM e LA sarebbero delle panzane? Per la lobby dei reggiseni da allattamento che manipola da un secolo le ricerche? Eh, già, i primi studi risalgono ai primi del '900... mi dirai "ma i latti di adesso sono migliori". Vero, e questo significa che il LA non è così perfetto come ce lo passano. Infatti di tanto in tanto rendono obbligatorio un ingrediente in più (vedesi la taurina per esempio) perchè ci si accorge che - ops! - mancava qualcosa che serve a far crescere normalmente i bambini (sottolineo NORMALMENTE, non MEGLIO).
Sicurezza: sicura di sapere di che parli? (perdona i gioco di parole).
La sicurezza del LA è solo parzialmente legata all'acqua. Parlando di acqua, molti erroneamente credono che usando acqua di bottiglia non sia necessario far bollire l'acqua. E così scrivono alcune marche di LA (tipo il Neolatte). Falso, l'acqua di bottiglia non è sterile. E' pur vero che i bambini non hanno necessità di vivere in ambiente sterile. Ma il LA, proprio perchè è un alimento, è un formidabile "brodo di coltura" per eventuali patogeni in circolazione, potenziandone quindi gli effetti. Veniamo al problema più misconosciuto: ohibò, pure la polvere non è sterile. E non te lo dice nessuno. Alla faccia dell'informazione corretta. Ti fanno una testa così su sterilizzare biberon e tettarella... La confezione ancora chiusa puà contenere Salmonella e il "famoso" Chronobacter Sakazakii. Le tecniche di produzione non sono ancora riuscite a rendere sterile la polvere (il LA liquido chiuso è invece sterile). E per lo stesso motivo di cui sopra, se metto nella polvere acqua semplicemente calda, non minimizzo i rischi di proliferazione di patogeni, anzi, creo un vivaio. Alzino la mano quanti sanno a che temperatura va messa l'acqua. Chi lo sa? Chi non lo sa? Dai, ve lo dico, 70 gradi. Già, perchè 100 gradi distruggono le proteine, i 50 scritti su molte istruzioni sono un invito a nozze per i batteri.
"Il pregiudizio ideologico è tale che pur di non incentivare l'uso di LA si impedisce di avere informazioni corrette."
Mi sa che come vedi è il contrario, cara Matrioska.
Uno studio (che barba, un altro...) di qualche anno fa nel nord est ha rilevato che solo il 13% dei genitori prepara il LA correttamente.
Quanti genitori sanno che il LA va consumato subito, e non va portato in giro nei portabiberon termici che trovate in vendita ovunque? Sempre per lo stesso motivo di cui sopra ovviamente. Voi vi berreste del latte di mucca fresco, quello del banco frigo, che avete dimenticato nel bagagliaio dell'auto in estate per un paio d'ore? Immagino di no. Direste "che schifo". Eppure ai neonati si tiene in caldo il latte per ore in questi portabiberon o negli stessi scaldabiberon.
Fortunatamente (e i numeri, sempre questi maledetti numeri, ce lo dicono) non è che tutti i bambini alimentati con LA e/o con LA preparato e conservato non correttamente si prendono terrificanti malattie, ma magari potrebbero risparmiarsi qualche otite, gastroenterite ecc ecc ecc
Sara
Sara, bravabravissima più preparata di te non c'è nessuno. Non credo fosse quello il tuo intento, ma in fondo mi stai dando ragione: per la sicurezza dei bambini occorre avere più informazioni facilmente reperibili. Non basta riempirsi la bocca con il nome di un batterio, occorre che anche la mamma che non sa pronunciarlo sia correttamente informata sul fatto che esiste e su come si possa prevenire. E alla tua infinita sapienza in materia oppongo la più trita e superficiale delle argomentazioni: che il LM da solo NON fa crescere meglio un bambino. CHE il LA può far crescere "normalmente" (oddio quanti ritardati in giro per colpa del LA, anzi no è colpa dei vaccini ora che ci penso bene). Fuori dalla santa tetta e dalle sue magiche immunomodulanti c'è un mondo di interazione, igiene, stimoli, affetto, accudimento, educazione e attenzione. Un po' più di attenzione al contesto, please.
RispondiEliminaSara
RispondiEliminacredo che il punto di Matrioska sia questo: nei corsi preparto si parla generalmente solo di allattamento al seno e mai di LA. Questa scelta espone la neomamma al rischio di fare tutti gli errori di cui parli tu, perché non sempre nel caos del dopo nascita qualcuno segue la mamma, vuoi per attaccare il bimbo al seno, vuoi anche per spiegare come si prepara correttamente un biberon di LA.
Infatti, Calenda Maia e Matrioska.
RispondiEliminaPerchè invece che mettere in croce chi si occupa di allattamento (che peraltro nella maggior parte dei casi lo fa gratis) non vi inviperite contro chi produce LA e non informa adeguatamente gli acquirenti? O contro i pediatri che non informano i genitori di come preparare il biberon? "signora, dia l'aggiunta" "e come devo fare? che acqua uso?" "tranquilla, segua le istruzioni sulla scatola".
Dalle mie parti, chi aveva informato le famiglie su come preparare il LA era stato "sbranato vivo" dal consultorio perchè "così si spaventano i genitori" (non perchè erano informazioni sbagliate, eh...). Con buona pace della scelta informata.
Il LM non è un elisir e non è magico, è semplicemente normale.Il sangue è magico? No, è normale. Nessuno (e vi sfido a trovare un documento serio che affermi il contrario) dice che i bambini cresciuti a LM sono belli, forti, sani, intelligenti, e chi prende LA no.
E' pacifico che il tipo di alimentazione è UNO dei tasselli che contribuiscono alla crescita dell'individuo.
Si parla sempre e solo di questi maledetti o benedetti numeri.
STATISTICAMENTE chi prende LA si ammala di più rispetto a certe malattie.
Che significa?
Titolo: "Pincopallinite: i bambini che prendono LA si ammalano del 33% in più".
E cioè? Significa che il 33% dei bambini alimentati a LA prendono la pincopallinite? No.
Che i bambini che prendono LM non si ammalano mai di pincopallinite. No.
Significa che se su 100 bambini che prendono LM se ne ammalano 15 di "pincopallinite", tra i bambini che prendono LA se ne ammaleranno 20 su 100. Finita la faccenda. Per noi sono solo numeri, per il sistema sanitario o - più precisamente - per i costi sociali quei 5 bambini di differenza sono costi che si sarebbero potuti evitare. Quali costi? Medicine, visite mediche, eventuali ricoveri, assenze dei genitori da lavoro con relativi costi e disservizi ecc ecc.
Ecco perché si fanno le campagne di promozione dell'allattamento.
E se vogliamo parlare di giustizia sociale (mi pare che gekina sia donna di sinistra), il LA aumenta il divario sociale. Perchè il LA è più diffuso tra le donne di condizione socioeconomica disagiata, di istruzione bassa e - udite udite - che NON lavorano. Contrariamente a quello che si pensa. Quindi in un quadretto del genere vado ad aggiungere il costo intrinseco di LA, biberon e compagnia, più (statisticamente) il costo di qualche pincopallinite in più.... cornuti e mazziati! Questo no, non fa arrabbiare nessuno. Ma si, dai, prendiamocela pure con le "ecomamme", con le associazioni che si occupano di allattamento (che in genere peraltro lo fanno gratis).
Ah, per la cronaca, non ho mai preso una goccia di LM.
Sara
PS non ho capito perchè tirate fuori i vaccini... la copertura vaccinale in Veneto (regione dove si può anche non vaccinare) è altissima, praticamente invariata rispetto a quando c'era l'obbligo vaccinale.
Eh no cara. Il LA in sé non aumenta il divario sociale, semmai è un effetto di un disagio sociale preesistente. Le donne di più umile condizione economica -che di questi tempi non necessariamente sono le meno istruite ahinoi-, non possono usufruire di permessi di allattamento, spesso hanno lavori precari, tempi lavorativi che non si conciliano affatto con le esigenze del nuovo nato. Il LA è un ripiego, un palliativo, una scelta obbligata.
EliminaQuindi non confondiamo gli effetti con le cause, please.
Ti faccio notare che il rientro al lavoro è motivo di interruzione dell'allattamento in pochissimi casi (vado a memoria, il 5%).
EliminaAppena riesco a linkarvi i dati a cui mi riferisco (che di certo non sono perfetti, questo è pacifico) ve li giro.
Le "donne di umile condizione economica" il lavoro non ce l'hanno proprio, né precario né altro.
E anche se fosse come dici tu, il LA aumenta cmq il divario sociale perchè COSTA, se una donna rinuncia ad allattare al seno perchè deve andare a lavorare deve spendere un sacco di soldi in latte artificiale. E non so quanto un lavoretto precario possa coprire i costi del LA.
In ogni caso è un mito che il lavoro sia causa di interruzione dell'allattamento (vedi dati citati). Non si lavora 24 ore su 24. Non parlo di tirarsi il latte al lavoro che è un grande sbattimento. Al più, se il bambino ha meno di 6 mesi, prenderà i bibe di LA quando la mamma non c'è, ma quando la mamma è a casa può comunque prendere il seno.
Sono questi i luoghi comuni che poi si ficcano nella testa della gente prendendoli per veri.
Ho parlato recentemente con una mamma, bimbo di 7 mesi, e mi diceva che a 10 mesi dovrà smettere di allattare ed era già preoccupata per questo. Le ho chiesto come mai dovrà smettere. "eh, perchè torno al lavoro!" .... a 10 mesi la maggior parte dei bambini ha un'alimentazione complementare avviata, quindi durante l'assenza della mamma il bambino prenderà cibo solido, la tetta la prenderà quando la mamma c'è. L'ho fatta riflettere su questo e sembrava che le avessi rivelato il terzo segreto di fatima... ho precisato che se lei è stufa di allattare è suo pieno diritto smettere ora, come a dieci mesi, come quando vorrà lei... e lei "no no scherzi, a me piace allattare, ma TUTTI dicono che con il lavoro non si riesce ad allattare..."
Sara
Quella cosa che dice la Badinter si dice da trenta anni, non è che 'si dice', ci sono studi da cui conseguono ipotesi. Anche le ricerche più recenti che confermano la superirità del latte materno non levano nulla al fatto che la politica dell'OMS sia... beh... sbagliata. Non so che interessi ci siano dietro ma non possiamo ignorare questi fatti:
RispondiEliminail latte materno è migliore indubbiamente in sé. Ma allattamento non è solo latte, è la mamma che allatta, la sua personalità, la sua identità, il suo corpo, il suo lavoro, la sua condizione socioeconomica e affettiva. Considerando TUTTI questi fattori per alcune coppie mamma/bimbo il latte artificiale può essere meglio del latte materno.
Le consulenti OMS non sono formate dall'OMS per affrontare questa realtà. Sono formate solo per predicare l'allattamento al seno comunque e sempre. Non offrono sostegno alla persona che hanno davanti a meno di una propria sensibilità personale. I corsi pagati con soldi pubblici che le formano, non le preparano a ciò. Le preparano a fare propaganda e basta.
Un organismo sanitario internazionale non può predicare una pratica la cui responsabilità ricade esclusivamente sui cittadini di sesso femminile senza affiancare a questa prescrizione pressioni politiche a sostegno della maternità e un'analisi contestuale dell'ampia varietà di fattori.
In mancanza di politiche maternaliste, il lavoro svolto dalle ASL a sostegno dell'allattamento rischia seriamente di essere deleterio, secondo me. Almeno in linea di principio. E poi se vuoi fare cultura psicopedagogica in consultorio e corso preparto... è un po' tardi, vista l'età media delle primipare, ed è anche una formazione un tantinello riduttiva che trascura troppi elementi essenziali di una sfera così complessa e delicata come quella sessuale e riproduttiva.
Lutlia,
RispondiEliminadio ti benedica.
Sara sarei veramente curiosa di legegre questo studio sul latte artificiale... quello che dice che lo usano soprattutto le donne che non lavorano e indigenti.
Ti dirò, fosse vero (ma sul fatto che siano proprio quelle che non lavorano ad usarlo mi soirge un dubbio) allora sarebbe doveroso rimborsare in tutto o in parte il latte in polvere. Come era stato chiesto in una petizione e come non ha voluto la santa alleanza del latte materno (IBFAN, LLL ecc...).
I pediatri ormai non possono manco pronunciare la parola latte artificiale. Vengono sbranati dalle mamme. Ma tu lo sai che sul web si esorta a denunciare il dottore che consiglia le aggiuntine?
Guarda che le aggiuntine in alcuni casi servono. E in alcuni casi serve proprio smetetre di allattare (problemi della madre, ragadi, mastiti... guarda che non sempre è un'esperienza agica) e passare al bibe.
SOlo che orai molti pediatri non la pronunciano nemmeno quella parola.
Ma voi realmente credete che le case produttrici di alimenti per bambini siano dietro la porta di ogni pediatra... con le mazzette? Pronti a cercare di corromperli?
Perchè non pensate lo stesso dei ginecologi (pillole anticncezionali, l'Hatù... l'Hatù li paga per dire che l'AIDS non la prendi se usi il preservativo) o dei geriatri?
Sul fatto che l'OMS sia tanto sensibile ai costi.... guarda mi basta pensare alle tonnelate di vaccini inutili che ci ha fatto acquistare per l'H1N1 per dubitare della sensibilità risparmina dell'OMS.
Al massimo potrei pensare che un banale raffreddore in Siberia o NIger può decretare la morte di un bambino (in assenza dfi farmaci, buona alimentazione ecc...).
Ma noi non siamo in Siberia, e quindi vale ancora una volta quello che ha detto la Badinter: l'OMS non fa distinzione tra un neonato del Sahel e uno nato a New York.
Sui pannolini lavabili... il telino l'ho usato anch'io per un po'.
La cacac e la piopiù di neonato sono liquidi e odori e "bagnato puzzolente" passa uguale.
Prima di mettere una bomba simile in lavatrice con il resto del bucato.... SI DEVE PRELAVARE IN BACINELLA ()con bicarbonato per togliere le puzze).
Già la lavatrice si fa da sola... ma la devi riempire, e se non la riempi paghi uno spreco.... e poi la devi stendere... e se è inverno i pannolini ci mettono un po' ad asciugarsi...
Sono più scomodi di un usa e gatta... almeno questo diciamolo... non c'è nulla di male neh!
due righe sul mio "essere di sinistra".
RispondiEliminaIn tre anni di blog e altro devo dire che le persone più reazionarie e con il pallino per la maternità biologicamente data... sono solitamente donne e solitamente di sinistra.
Le posizioni più reazionarie e ridicole sono arrivate da quella direzione.... stragulp!
Tant'è che finalmente comprendo l'adagio di Gaber su cos'è la destra e cos'è la sinistra....
Un appunto. Ammesso e non concesso che il latte artificiale sia diventata la catena della schiavitù (mentre 40 anni fa è stato lui a far uscire di casa le donne e a farle tornare a lavoro anche con un lattante in casa)... le più abbienti hanno quasi sepre un contratto di lavoro (nelel statistiche risultano quindi lavoratrici... mentre sappiamo che l'italia è piena di lavoratrici in nero...), permessi per allòattamento pagati, una rete familiare e amicale di sostegno (mentre spesso le straniere, le sradicate no) e il denaro nel caso tutte queste cose mancassero.
QUindi la maternità come paradiso (e con un certo saporino ri reazionario) arriva spesso dalle mamme più fortunate. Quelle che possono permettersi di rimanere a casa, quelle che se anche vengono licenziate possono scrivere che è la cosa più bella che poteva capitare loro... perchè hanno scoperto la gioia della famiglia, dei figli...
DEL FARSI MANTENERE DA QUEL PIRLA DEL MARITO... potrei aggiungere io.
MI donado... ma queste donne che scoprono le gioie della maternità previo licenziamento... ma se a perdere il lavoro fosse il padre delle creature.
Se questo su internet scrivesse: mi hanno licenziato! Ma che bello! sTO CON I miei figli e ho riscoperto la gioia dei ritmi lenti...
La mamma delle creature, secondo voi, come reagirebbe? :)
Sara
RispondiEliminanon ho capito (sul serio) il problema posto in consultorio sulle informazioni rispetto al latte artificiale. Che cavolo vuol dire terrorizzare i genitori? Perché si parla di due batteri in circolazione?
O forse il problema è parlare semplicemente di latte artificiale, correndo il rischio di violare la legge italiana sul divieto di pubblicizzarlo? A me pare che la normativa italiana sia molto monca, perché chi rispetta la legge si trova bloccati tutti i canali di diffusione delle informazioni
http://genitoricrescono.com/divieto-di-pubblicita-del-latte-artificiale/
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RispondiElimina@Calenda Maia: il consultorio si era inviperito perchè dire ai genitori che il LA non è sterile ed è potenzialmente veicolo di batteri, può spaventare i genitori. Questo è quello che hanno detto.
RispondiEliminaPer le altre: sarò lieta di girarvi le ricerche a cui mi riferisco, circa la diffusione dell'allattamento.
Le stesse ricerche (per quanto non perfette, ci mancherebbe) dicono che il rientro al lavoro è raramente motivo di interruzione dell'allattamento. Il più delle volte la ragione è "il latte è finito", che chi ha un minimo di conosecenze in allattamento sa che si tratta o di un falso problema (un'errata percezione da parte della madre, non per colpa sua ovviamente) o di qualcosa di risolvibile.
I maledetti numeri ci dicono anche che in Italia è al sud dove si allatta di meno (dove casualmente le donne lavorano di meno). Quindi?
E' vero che l'OMS non è perfetta, ma chi lo ha mai detto, vedesi appunto le cantonate sull'H1N1.
Però forse non sapete cos'è un corso OMS/UNICEF sull'allattamento, che parte fondamentalmente dall'ascolto e il sostegno alla madre, non insegna a dire alla madre "devi fare così e colà", anzi!!! Se non avete niente da fare potete leggervi il corso: http://www.epicentro.iss.it/argomenti/allattamento/oms.asp
Che poi ci siano in giro consulenti incompetenti o gente che si spaccia per consulente, non lo metto in dubbio, in ogni settore ci sono le mele marce.
La prima cosa che insegnano è non giudicare, non usare termini che esprimano giudizio (come "bene" "buono", tipo "il bambino cresce BENE?"). Ti fanno una testa così sul fatto che tutti colpevolizzano le madri e dicono alla mamma cosa deve fare (il pediatra, le nonne, la vicina di casa), mentre la consulente deve ascoltare, accogliere, non giudicare.
Il problema è che ci sono persone che dicono di essere consulenti o pseudoesperte in allattamento (molte ostetriche ad esempio) ma non ne sanno una mazza, cioè ne sanno un po' ma quando poi non sanno più che pesci pigliare magari tirano fuori il discorso che è la mamma a non impegnarsi.
(ah, si è capito che sono consulente? ops...)
Concordo che certe ASL facciano più danni che altro a parlare di allattamento, proprio perchè hanno una formazione zoppicante. Io stessa sono andata al corso preparto della mia ASL: uno sfacelo! L'ostetrica ne sapeva abbastanza ma era una di quelle che - appunto - sbraitava che una che ha problemi ad allattare è in quella situazione solo perchè non ha voglia di sbattersi. La ginecologa (era una di quelle "ma si, LM o LA fa lo stesso") ha detto cose completamente opposte all'ostetrica. Poi è arrivato lo psicologo a decantare le virtù dell'allattamento a orari. E ti credo che poi le mamme sono ancora più confuse di prima, se in 3, nello stesso corso, dicono 3 cose diverse...
Quindi vi prego di non tirare merda a tutta la categoria di chi si occupa di allattamento. Dai, mi piace il rischio, fate una prova e spacciatevi per mamma in difficoltà con l'allattamento che sta usando il LA, telefonate a LLL o a un'associazione che sostiene l'allattamento ( www.mami.org prima però chiedete che formazione hanno!!!) e poi mi dite se vi hanno fatto sentire in colpa.
1/2 Sara
2/2 Sara
RispondiEliminaPer il sostegno all'allattamento in generale, da parte dell'OMS o da chicchessia, è ovvio che si lavora su più fronti, mica solo sulle mamme. Volete leggervi un mattone in proposito sul piano d'azione in europa per la promozione e il sostegno all'allattamento? Guardate che ve lo giro, è una minaccia! ;-)
Chiaro che si chiede una maggior tutela della donna lavoratrice e mille altre cose, cosa pensate, che chi lavora sull'allattamento stia lì a pettinare le bambole? Ma pensate davveto che sia un' "armata Brancaleone"?
Visto che è stata nominata IBFAN, credete che sia un gruppo nato per mortificare le mamme che usano il LA?
Il Codice, per rispondere di nuovo a Calenda Maia, chiede anche di dare informazioni corrette e indipendenti rispetto al LA, ma lo avete letto il Codice?? Se sulle confezioni di LA ci sono quattro acche di informazioni è perchè lo chiede il codice, che è parzialmente stato recepito dalla normativa.
Limitare la pubblicità non significa impedire di dare info corrette, anzi.
Secondo voi se non fossero obbligate per legge, le aziende scriverebbero le info giuste?
Per esempio, il discorso dell'acqua a 70 gradi... ora è obbligatorio per legge ma nonostante questo alcune aziende se ne fregano. A onor del vero solo Plasmon metteva la temperatura giusta prima dell'obbligo di legge.
Il Codice è fatto per tutelare anche chi usa il LA, che credete?
Geikina ha detto altrove che era infastidita dalle immagini di promozione dell'allattamento in consultorio (o non so dove altro). Ho capito, non le piace essere condizionata, vuole essere "libera". Va bene, posizione assolutamente condivisibile.
Ma allora non posso permettere nemmeno la promozione del LA, altrimenti la lotta è impari.
Cos'è, non posso mettere l'immagine della mamma che allatta al seno, ma va bene l'immagine della mamma bella e felice con il biberon in mano?
L'impressione è che ci sia un forte pregiudizio, un ragionamento per categorie mentali assolutamente chiuse.
Gekina, per inciso, so che sono una tarma, non mi hai ancora detto in base a cosa gli studi sugli effetti del LA sarebbero tutta fuffa.
Sara
Sara ho pochissimo tempo. Preciso che ho espresso un giudizio affrettato e cattivello senza saperne abbastanza, è però l'idea che mi sono fatta finora dalle letture e gli studi, ancora parziali. Prendila con beneficio di inventario, non è mio solito esprimermi in modo superficiale ma sono umana pure io e a volte lo faccio se sono stanca e di cattivo umore e anche solo per fissare almeno qualche punto, che può ripeto cmq cambiare. Peraltro farò un'esperienza pratica a contatto con consulenti e vedrò come lavorano almeno loro, poi sono sicura delle ottime intenzioni di tante ecc. Ciò detto il mio parere così veemente veniva dalla lettura delle più recenti linee guida europee sull'allattamento al seno e l'alimentazione da 0 a 3 anni, lettura che a caldo mi ha lasciato basita. Linee guida rivolte non alle mamme ma agli operatori sanitari, per spiegare loro cosa dire alle mamme e cosa fare con le mamme. Appena ho tempo scriverò qui o sul mio blog i punti che mi hanno suscitato una reazione così accesa e soprattutto dubbi e perplessità, domande più che risposte. Su cui vale almeno la pena riflettere. Ciao :)
RispondiEliminaHo seguito male e poco il dibattito su facebook, e sono carente anche qui sul blog.
RispondiEliminaIntervengo solo a proposito del post che ha dato origine al tutto, che mi trova molto d'accordo su alcune cose, in disaccordo su altre. Comunque faccio un intervento "corporativo": non è vero, come l'autore del post dice, che le doule si propongono in alternativa al personale sanitario. La frase presa dal sito che lui cita non avrebbe del resto alcun senso, se così fosse: "se richiesto, la doula fa da tramite con il personale ospedaliero per richieste particolari o risoluzione di problemi".
La doula offre un supporto che non è in alcun modo alternativo a ostetriche e/o medici.
In effetti in genere le doule sanno com'è fatto un bacino femminile, quali rotazioni esegue un bambino per uscire, e anche quali sono le più comuni complicanze di un parto. Ma non è suo compito saperlo, e tantomeno considerare queste conoscenze generiche sufficienti ad assistere un parto senza ausilio sanitario.
Il codice etico delle doule lo scrive a chiare lettere, in Italia e nel resto del mondo.
Scusate se non intervengo anche sul resto, mi manca il tempo ma trovo il tema del post molto interessante....stabilire un confine tra superstizioni e sfera affettiva/interiore/spirituale (scusate la povertà di linguaggio) è una priorità.
sì, va bene la mamam bella con pupo bello e bibe in bocca... perchè stanno in un supermercato o in una farmacia, Non in un pubblico ospedale (è lì che ho visto l'immagine della mamam che allatta).
RispondiEliminaE nel supermercato ci stanno pure i paracapezzoli in silicone e le coppette assorbilatte...
Comunque a me va bene che l'ospedale promuova l'allatatmento al seno. bAsta che non se ne faccia una malattia.
Siamo in occidente. Il latte in polvere si diluisce con acqua potabile. Non siamo in Sahel appunto...
Gekina, hai capito che il problema (qui da noi) non è l'acqua più o meno potabile? Che è la polvere? Che la stragrande maggioranza dei genitori prepara il LA in modo scorretto perchè non è informato dai produttori, dai pediatri, dai consultori e da chi vuoi tu? Questo non ti fa incazzare? A me si!
EliminaVogliamo parlare dei signori qui sopra (ditte, pediatri ecc) che dicono che se si usa acqua di bottiglia non serve farla bollire? E' un falso, l'acqua di bottiglia non è sterile, è potabile, sono due cose diverse. Infatti l'Humana ha recentemente dovuto cambiare le etichette perchè diceva "se usi l'acqua Amorosa non serve bollire, se usi l'acqua di rubinetto invece si". E' stata bacchettata e ora deve scrivere che TUTTA l'acqua va bollita.
Chiaro che nel Sahel i problemi sono di portata maggiore, io mi sto limitando a quello che succede qui nel florido e ricco (??) occidente.
Sara
"Paradossalmente, tutti gli studi statistici recenti fatti nei paesi industrializzati mettono in evidenza che l’allattamento al seno è più frequente nelle donne che hanno fatto studi superiori o che esercitano una professione.
EliminaPurtroppo, la maggior parte di queste donne svezzano i loro bambini al momento della ripresa del lavoro."
Cioè a dire.... se hai ore di allattamento pagate e un contratto decente allatti... ma se devi tornare a lavoro smetti.
Immagina quelel che lavorano in nero o con contratti atipici....
ah... i pediatri non possono nememno nominarlo il LA... altrimenti vengono "denunciati"
EliminaMuoio dalla curiosità di sapere in base a che cosa - secondo gekina - gli studi comparativi tra LA e LM sono tutta fuffa. Parlo degli studi fatti in occidente, non parlo dell'africa.
RispondiEliminaSara
http://www.mulino.it/edizioni/volumi/scheda_volume.php?vista=scheda&ISBNART=13071
EliminaLa risposta è in questo bellissimo libro.
Muoio dalla curisità di sapere se lo leggerai :)
corro a comprarlo e poi ti faccio sapere! :-)
EliminaSara