Nel 1923 invitato dal circolo studentesco "gli Eretici", Haldane pronuncia per la prima volta quella parola che tanto fece, fa e farà tremare i polsi di molti: ectogenesi.
Ectogenesi, la gestazione di un embrione fuori dal ventre di mamma. L'utero artificiale insomma.
Il testo della conferenza viene pubblicata con il titolo Dedalo o la scienza dell'avvenire (pubblicato in Italia con il titolo Dedalo o la scienza del futuro, Bolleti Boringhieri, 1991) e finisce tra le mani di Aldous Huxley.
Huxley non è genetista, né biologo, né medico. Non è uno scienziato: è uno scrittore. Ma in comune con Haldane ha una fervida immaginazione strutturata su impalcature e tondelli di logica e visione politica e sociologia assennate.
Trovo magico questo scambio di saperi, queste conferenze sbobinate da un gruppo di giovani eretici genetisti e finite nelle mani di uno scrittore di fantascienza.
Chi ama leggere vive in ogni nuovo libro qualcosa di simile. C'è un indizio, un autore citato, una nota a piè di pagina che ci turba e ci affascina e ci spinge a cercare un altro libro, un altro autore. E così via fino a quando la libreria di casa si imberla e scoprite perchè l'Ikea costa così poco.
All'Utero artificiale di Henri Atlan ci sono capitata per puro caso. Leggevo Il senso delle cose di Jacques Attali, uno dei pochi libri che ultimamente divoro e che non parlano di parti e peridurali, e diritti delle donne, e storia della maternità. O almeno così pensavo io.
Invece no. A parte l'epidurale (che temo negli ospedali francesi sia scontata come gli antibiotici) in quel libro c'è di tutto, ivi incluse le tematiche che tanto piacciono a questo blog.
A pagina 191 Henri Atlan stesso ci intrattiene su alcune sue considerazioni sull'ectogenesi del buon Haldane.
Vale la pena riportare il paragrafo iniziale del suo contributo al libro di Attali:
La nostra società ha imboccato una strada di dissociazione tra procreazione e sessualità che è iniziata già una cinquantina d'anni fa con la pillola contraccettiva e che si è amplificata con le più recenti tecniche di procreazione assistita già esistenti ed entrate ormai a far parte del costume.
Questa dissociazione pare non interessare ancora il travaglio-parto, o meglio, nel dibattito si tende a salvare il salvabile: l'esperienza della nascita DEVE rimanere legata alla sfera sessuale femminile. Dissociare sessulaità e nascita priverebbe la donna dei suoi "superpoteri":
La grande forza del parto, poco conosciuta, poco compresa e molto temuta sta proprio nel fatto che il partorire per la donna è una potente espressione della sua sessualità prettamente femminile e autonoma dall’uomo. Una donna che partorisce con la sua forza sessuale, dopo il parto sarà una donna più intensa, più forte in tutti i sensi, ma in particolar modo aumenterà la sua “capacità orgastica” nel senso di Reich.
Così la nostra buona Verena Schmid.
Le cure antalgiche farmacologiche in travaglio di parto si scontrerebbero insomma su quelle alte mura che da sempre tentano di arginare una deriva femminile che pretenderebbe di disporre liberamente del proprio corpo.
In ogni caso si svilupperà presto una domanda da parte di donne desiderose di procreare risparmiandosi le limitazioni di una gravidanza. Da questo punto di vista le poste in gioco dell'utero artificiale devono essere accostate non a quelle della procreazione medicalmente assistita, ma a quelle della pillola contraccettiva e della liberalizzazione dell'aborto. Ciò che sarà invocato non sarà un più o meno contestabile "diritto al figlio", ma il diritto delle donne di disporre del proprio corpo.
L'ectogenesi è una realtà solo nel fantascientifico Il Mondo Nuovo di Huxley.
La intravediamo nel libro di Atlan.
Ma la percepiamo nell'ossessione che ormai ammorba molti neogenitori. O perlomeno molti divulgatori scientifici al soldo di qualche testata nazionale.
Appena il ventre si gonfia la Santa Barbara della gravidanza e della puerpera perfetta inizia a sparare i primi colpi. Allora si parla con il feto, si ascolta Mozart, ci si massaggia la pancia convinte di stabilire un primo contatto con il nostro ospite. E appena è nato si allatta al seno per aumentare il QI del nostro bambino, lo si stimola con giochi e giostrine e libri e letture precoci.
Un utero naturale che si piega a certe presunte "evidenze scientifiche" e si annoda in contorsioni "scientifiche" per portare a termine non solo una gravidanza fisiologica, ma un primo processo di "stimolazione neuronale" del piccolo ospite.
E quando l'ectogenesi sarà una realtà per le donne tossicodipendenti e/o alcoliste, per quelle prive di utero, per quelle a rischio aborto naturale o per quelle che hanno scelto un'alternativa all'interruzione volontaria di gravidanza, sarà difficile che la tecnica non venga richiesta anche da donne sane e probabiulmente in grado di portare a termine una gravidanza e un parto fisiologici.
In effetti se la tendenza dei nuovi genitori è quella di crescere ed educare i figli secondo non ben identificate "evidenze scientifiche", se il duro lavoro di perfezionamento della prole inizia già quando questa non è che una minuscola blastula, lo stress e la fatica e l'insicurezza che porta con sé un compito così arduo (crescere il figlio perfetto, privo di traumi, di insicurezze, stimolato al limite per poter rendere il massimo in creatività, logica, affettività) farà presto capitolare molti.
Così a meno di aderire a una religione o morale naturalista, che proibisca ogni intervento umano nel corso naturale delle cose, le donne che non vorranno sentirsi troppo in colpa per i possibili danni che la condizione umana potrebbe infliggere al feto (le tabagiste, le depresse, le stressate, le pigre, le troppo vecchie, le ancora troppo giovani) chiederanno l'ectogenesi.
Se queste mamme si libereranno dal peso (per loro) di un compito spesso (per loro) impossibile, ossia difendere il pupo che portano in grembo dalla diossina dell'inceneritore sotto casa, dallo stress del capo che ti alita sul collo, dal cambiamento radicale delle abitudini alimentari (e non solo), parteciperanno a quel processo di separazione tra sessualità e riproduzione che Haldane vedeva come la fonte di più grandi libertà e d'uguaglianza tra i sessi.
E' del tutto evidente che simili miracolose ricadute sociali e psicologiche non si materializzeranno quando tutte le donne del mondo riporranno l'ovulo fecondato dentro un coso sintetico. Ma esattamente come per aborto, pillola e divorzio, quando le donne potranno liberamente scegliere come portare avanti la gravidanza.
Vabbè, fa un po' impressione. Ma se vi va se ne può discutere. Spero pacatamente.




C'è già la surrogazione, con cui tante donne indiane sfamano gli altri figli. http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/106707/angela-e-marco-surrogazione.html
RispondiEliminahttp://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-516d1676-f5a2-4494-ad47-cd8603d735a1.html
RispondiEliminaUtero in affitto
Il tema è davvero affascinante , è stata una delle prime domande che feci al mio ginecologo, quasi 20 anni fa. Uomo di spirito nonostante l’età non giovanissima, chiacchierammo un po’ sull’argomento.
RispondiEliminaTrasformare la gravidanza qualcosa di misterioso e aperto agli imprevisti in un processo MONITORABILE. Pensa, puoi vedere l’embrione crescere in ecografia e monitoraggi in continuo, così se qualcosa va storto i medici lo vedono tempo zero e possono intervenire opportunamente (chirurgia/farmaci/ regolazione dosaggio dei nutrimenti…) …. Poi sforni la torta solo quando è ben cotta!! Ironia e "semplificazioni" a parte, adesso sono grande e sono mamma, posso dire che per me personalmente per me la gravidanza è stata un’esperienza bella e indimenticabile: non la vedo come una cosa inutile come “il dolore del parto”. Non credo che le donne ci rinuncerebbero e accorrerebbero in massa all’utero artificiale!
Però penso che alla tecnologia dell'utero artificiale ci arriveremo nel giro dei prossimi 50 anni , visto che la ricerca procede molto spedita in questa direzione, come sottoprodotto delle tecniche che hanno portato a grandi risultati nella sopravvivenza dei prematuri.
chiedo scusa se latito ma ultimamente faccio fatica persino a respirare.
RispondiEliminaIl libro di Atlan ha il merito di parlare dell'argomento senza tabù o pruderie sollevando tantissime domande.
Per quel che mi riguarda la gravidanza è stata un'esperienza bellisisma. Ma così è andata a me... ricordo nelle 4 ore di corso pre-parto che ho seguito una mamma. Questa donna aveva un bambino con una malformazione del cordone ombelicale. Il rischio di una malformazione cardiaca del feto era elevatisimo. poi aveva altri problemi che non vi sto a raccontare.
Bene io la signora non l'ho mai conosciuta ma non ho difficoltà a pensare che per lei la gravidanza deve essere stata un incubo. perciò l'ectogenesi è doverosa. ma sicuramente alal fine - come Atlan-Attali-Haldane sototlineano/avano - si faranno avanti donne con gravidanza fisiologicissime ma semplicemente convinte di potersi gestire il corpo come meglio credono.
E' bello? E' brutto? Né l'uno né l'altro.
Basta appunto parlarne :)
Interessantissimo argomento, concordo. Da affrontare a mente aperta e possibilmente con fantasia. Un po' con lo spirito di Huxley quando ha letto il genetista... la contaminazione dei saperi nutre la mente. E in effetti gli scrittori di fantascienza hanno affrontato tante problematiche attuali, prima che diventassero realtà, o quasi realtà.
RispondiEliminaLeggerò Atlan, e magari mi rileggerò Philip Dick.
All'ectogenesi prima o poi ci si arriverà, questo è sicuro, meglio parlarne
questo clima sereno mi piace assai :)
RispondiEliminaMarzia io prima di legegre Philip Dick devo scoprire CHI E' Philip Dick :)
Come chi è Philip Dick...??? Benedetta donna, hai presente Blade Runner?
RispondiEliminaImperdibile !!!
Marzia! Chi non chiede non impara... Onore alla Genka -)))
RispondiElimina:) ora so che è l'autore di Blade Runner in versione libro :)
RispondiEliminaPotevo googlare e fingere di sapere... ma Marzia tu non hai idea dei buchi neri che ho :)
Strano, pensavo che il post avrebbe scatenato una rissa e invece pare non interessare.
Che peccato... è un argomento che secondo me aiuterebbe a liberarsi da molti legacci.
Ma nooo... non è che il tema non interessa. E' che quando il clima è troppo pacato, la mente sonnecchia, la mano sulla tastiera pure e i blog languono...
RispondiEliminaA dispetto di tutte le parole sulla pacatezza, sul discutere serenamente e tutte queste robe di cui ci si riempie la bocca, un po' di provocazione risveglia l'adrenalina. Sennò si finisce come Prodi imitato da Guzzanti, chi se lo ricorda?
Il tuo blog Gekina funziona tanto bene anche per questo... perchè sai tenere la corda ben tesa!!!
Secondo me non si è avviato un dibattito perché sembra una prospettiva ancora piuttosto lontana, genere trapianto del cervello. Sono abbastanza sicura che se si parlasse di surrogazione gli animi si accenderebbero di più, anche perché va a toccare altre tematiche: caso emblematico, la paternità di Elton John, o di Ricky Martin ecc.
RispondiEliminaA me ha colpito la frase di Gekina sulle donne "pigre" che ricorrerebbero all'ectogenesi perché rieccheggia un momento del documentario delle "Iene" che ho riportato più su. Il medico indiano intervistato non ha fatto mistero che la surrogazione permetterebbe alle donne di fare meno rinunce.
Letto con grande interesse ma poco da aggiungere: un po' perché la prospettiva sembra lontana e un po' per la difficoltà di accogliere i cambiamenti introdotti dalla "tecnologia" e pure un poco per Huxley e il suo "Mondo perfetto".
RispondiEliminaPoi ti dici - perché no? Che differenza c'è tra questo e avere una protesi al titanio - benedetto chi le ha inventate - o una nuova valvola cardiaca?
barbara
Personalmente penso che "maturare" dentro a un corpo umano o dentro ad un perfetto contenitore artificiale non sia la stessa cosa. Che ci sia "un di più" che l'umano può dare ad un altro umano. Perdonate il paragone, ma masturbarsi con un vibratore può essere un godimento sopraffino, ma lo scambio umano del fare sesso in due, o anche in tre o quattro, ne converrete che è un'altra cosa. Non dico che sia sempre da preferire, ma certo c'è "un di più" che l'umano ha da dare ad un altro umano.
RispondiEliminaA me non sembra che la gamba al titanio sia la stessa cosa.....
Il documentario delle Iene non l'ho visto. Però ho visto quello di Report, e vi confesso che ho pianto.